Come internet delle cose aiuta le assicurazioni a ridurre costi per i clienti

16 dicembre 2015 ore 12:53, Luca Lippi
Come internet delle cose aiuta le assicurazioni a ridurre costi per i clienti
Se ci si facesse la domanda di qual è la cosa più vecchia e quale la più nuova che viene in mente? Ci sarà una statistica o qualcosa di simile, ma fra le più vecchie c’è sicuramente l’insurance (l’assicurazione) e fra i più nuovi lo  IoT (Internet of Things). Cos'è Internet of Things (internet delle cose)? L'Internet delle cose è una possibile evoluzione dell'uso della Rete: gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e fra se stessi fornendo e accedendo ad informazioni aggregate da parte di altri. Tutti gli oggetti acquisiscono un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete. Qual è lo scopo del Iot? È quello di far sì che il mondo elettronico tracci una mappa di quello reale, dando un'identità elettronica alle cose e ai luoghi dell'ambiente fisico. Gli oggetti e i luoghi muniti di etichette Identificazione a radio frequenza (Rfid) o Codici QR comunicano informazioni in rete o a dispositivi mobili come i telefoni cellulari. I campi di applicabilità sono molteplici: dalle applicazioni industriali (processi produttivi), alla logistica, al controllo e monitoraggio fino all'efficienza energetica, all'assistenza remota e alla tutela ambientale. A questo punto, con una simile tecnologia anche i concetti delle cose più vecchie diventano nuovi, e soprattutto, quello che è vecchio si riposiziona nell’era moderna facendosi rivestire di “nuovo” e recuperando tecnologia e velocità funzionale senza alterare la funzione originaria; è quello che accade fra l’incontro dell’insurance con il Iot. 

Nasce “Insurer of Things” che sviluppa con la massima precisione l’elaborazione di dati raccolti grazie all’ingresso di sensori videocamere e oggetti connessi a internet moltiplicando le informazioni che sono registrate e digitalizzate. La convergenza di questi due trend tecnologici consente agli “assicuratori” di avere più informazioni sui propri clienti. Non solo: in base all'analisi delle abitudini e dello stile di vita le assicurazioni sono in grado di proporre incentivi tariffari e ridurre i rischi legati alle frodi sui risarcimenti. Da qui l'interesse per le tecnologie e quindi le assicurazioni aprono i loro antichi archivi fatti di tabelle attuariali e statistiche all’ingresso di tecnologie assai più veloci e precise del tutto avulse dalla modalità di elaborazione fino ad oggi applicata. Tutto questo avviene attraverso le startup che sono società preposte all’avvio di un nuovo business all’interno di società già consolidate (le compagnie di assicurazione per esempio).
Dall'inizio del 2010, secondo Cb Insights, le startup tecnologiche specializzate nell'insurance hanno raccolto 2,12 miliardi di dollari, e nei primi cinque mesi del 2015 gli investimenti totali ammontano a 831 milioni di dollari. Le aziende del settore che hanno lanciato servizi legati a tecnologie basate sull'Internet of Things sono triplicate rispetto al 2014. Accenture in uno studio comunica che il 43% degli assicuratori ha già acquisito startup, la metà si occupano di sanità (insurance medical) tutto il resto si occupa di settore auto, casa e protezione della persona. La raccolta di dati spesso “sensibili” è però ancora incastrata negli archivi elettronici causa le lungaggini burocratiche legate al consenso personale dei singoli soggetti all’utilizzo di questi dati, e quindi appena il 5% delle compagnie assicurative riesce a rendere attive le nuove tecnologie che sono un reciproco vantaggio sia per i clienti sia per le compagnie.

Generali è già a buon punto nel campo dell’innovazione del proprio business avendo acquisito MyDrive Solutions che è una startup britannica specializzata nella raccolta dati degli stili di guida, tuttavia anche Generali non è stata esentata dalle rigidità burocratiche legate alla privacy, e a tale proposito Valter Trevisani di Generali dice: “I nuovi forniscono molti dati utili che permettono un'offerta ritagliata esattamente sulle esigenze di ogni singolo cliente. I dati raccolti che noi trattiamo nel pieno rispetto della privacy sono analizzati e trattati garantendo la massima sicurezza e protezione, in un rapporto esclusivamente one-to-one tra società e cliente, e nel pieno rispetto delle previsioni di legge”. Le tecnologie offrono un aiuto concreto per la sicurezza e la lotta alle frodi per le compagnie di assicurazione, mentre i vantaggi per l’assicurati sono nell’immediato il risparmio. Ovviamente le complicazioni maggiori si evidenzieranno nel mercato del lavoro del settore, ma non esiste un miglioramento senza un prezzo da pagare. 

autore / Luca Lippi
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