Allah è grande, sì ma quei due non sono dell'Isis: 2 arresti a Roma tra rischi e fobie

16 dicembre 2015 ore 11:12, Marta Moriconi
Allah è grande, sì ma quei due non sono dell'Isis: 2 arresti a Roma tra rischi e fobie
Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo. Il grido “Allah è grande” è ormai ispiratore non tanto dell'Isis, quanto di singole persone che in Italia e in Europa lo usano per dar sfogo alle proprie idee e alla propria violenza. La scena purtroppo non nuova dopo le stragi di Parigi, si è riproposta a Roma, davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore dove, peraltro, domenica scorsa papa Francesco ha aperto la Porta Santa (dopo quella in San Pietro) nell’anno del Giubileo della Misericordia. 
Trattavasi di un palestinese e un tunisino, 40enne uno e l'altro 30enne, che hanno aggredito due militari in servizio di vigilanza di fronte alla Basilica tentando di disarmarli, e pendono su loro le accuse resistenza e le minacce a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. E' successo alle due di notte, e i due uomini erano senza fissa dimora. Il grido è sempre lo stesso: “Allah è grande”. Ma stavolta oltre che con l'Europa e l'Italia, ce l'avevano anche con gli Stati dell’Europa. Quando hanno iniziato a puntare verbalmente la polizia e gli agenti di presidio sul posto è scattata l'azione delle forze dell'ordine. 
Ora per loro il futuro è un ordine di espulsione dall’Italia.  Stavolta è andata bene. 
Ma vi ricordate cosa era successo in Bosnia? Due soldati furono uccisi da un uomo con un'arma automatica. Quello che accadde nel sobborgo di Sarajevo  fu piuttosto curioso, perché aleggiò l’ipotesi che a commettere il duplice omicidio fosse stato un emulatore.

Esempio di un presunto emulo, con atteggiamenti meno folli, è quello di un uomo che un anno fa lanciandosi in un attacco isolato contro il commissariato nella città orientale di Zvornik uccise un poliziotto e ne ferì altri due prima di essere ucciso dagli uomini del corpo di guardia del commissariato stesso. In quel caso era un islamista, e secondo i vertici degli apparati di sicurezza bosniaci anche l’attentatore di stanotte è un islamista poiché la tattica di sparare allo stato attraverso i polizzioti è il medesimo. Tuttavia l’islamista di un anno fa nella sua follia risulterebbe meno folle dell’inutile “kamikaze” di stanotte.

Insomma, la fobia governa Roma e il Giubileo, ci mancavano gli emuli. 



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