Natale Made in Italy è record all'estero: come ci mangiano (e bevono) nel mondo

16 dicembre 2015 ore 13:13, Andrea De Angelis
Natale Made in Italy è record all'estero: come ci mangiano (e bevono) nel mondo
Mogli e buoi dei Paesi tuoi. Ma lo stesso non vale a tavola, almeno per quanto riguarda il Made in Italy che nel mondo è da sempre sinonimo di qualità e sicurezza e che quest'anno, proprio in occasione delle feste natalizie, fa registrare un record per quanto riguarda le esportazioni fuori dallo Stivale. 

Non che in Italia non si mangerà italiano il 24, 25 e 26 dicembre (ma non solo). Sia chiaro: nessuna rinuncia a lenticchie nostrane, pandori e panettoni, cotechini e leccornie varie.  L'agroalimentare, tra regali enogastronomici, pranzi e cenoni, è infatti quest'anno la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno, con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,3 miliardi di euro, il 6% per cento in più dello scorso anno. Il dato emerge dall'analisi Coldiretti/Ixè "Il Natale sulle tavole degli italiani", presentata all'assemblea nazionale dell'organizzazione agricola, dalla quale si evidenzia che la spesa per il cibo risulta pari ad oltre un terzo del budget totale delle feste. Se la spesa per cibi e bevande rappresenta il 34%, al secondo posto si piazzano i regali con il 23%, quindi l'abbigliamento con il 17%, il divertimento con il 15% e i viaggi e vacanze con l'11%. Anche per effetto dei recenti fatti di cronaca - sottolinea Coldiretti - gli italiani quest'anno preferiscono scambiarsi i regali e cenare a casa piuttosto che avventurarsi in lunghi viaggi o andare al cinema, a teatro, ai concerti o nelle discoteche. E poi, diciamocelo pure, è questo il momento dell'anno in cui trascorrere maggior tempo in famiglia, ieri come oggi.
"Dalle scelte di Natale degli italiani dipendono anche i posti di lavoro di una parte consistente dell'economia Made in Italy", afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Ma, come dicevamo, c'è un altro dato che merita di essere sottolineato perché indica l'importanza che lontano dai confini nazionali viene data al settore italiano. 
Aumenta il valore delle esportazioni di tutti i prodotti più tipici del Natale, dallo spumante (+19%) ai panettoni (+9%), ma crescono anche i vini (+8%), la pasta (+7%) e i formaggi (+4%), secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi nove mesi del 2015. Un record ottenuto nonostante l’embargo della Russia che ha sancito a partire dal 6 agosto 2014 il divieto totale all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi. 
A guidare la classifica di questo Natale all’estero è lo spumante italiano con la domanda che - sottolinea la Coldiretti - è cresciuta in valore del 50 per cento in Gran Bretagna e del 32 per cento negli Stati Uniti. Molto richiesti anche i dolci nazionali come panettoni, altri prodotti della pasticceria tipica delle feste, in aumento del 9 per cento in valore e la pasta con un +7%. Cresce la domanda di formaggi italiani che fanno registrare un aumento in valore delle esportazioni del 4 per cento, ma addirittura del 31% per il pecorino e il fiore sardo. 


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