Botta e risposta Brunetta-Renzi a colpi di "mance" e "marchette"

16 dicembre 2015 ore 20:11, intelligo
Botta e risposta Brunetta-Renzi a colpi di 'mance' e 'marchette'
 Scintille parlamentari. Esplodono alla Camera nei giorni concitati – anche politicamente – del decreto salva-banche e delle proteste dei risparmiatori rimasti senza risparmi. 

Protagonisti il premier Matteo Renzi e il capogruppo di Fi Renato Brunetta. Il motivo dell’acceso botta e risposta non è calibrato tanto sulla questione banche, bensì sulle comunicazioni del presidente del Consiglio relativamente all’impegno militare dell’Italia a Mosul. E’ Brunetta a interrompere Renzi mentre spiega che “l’Italia non si tira indietro di fronte alle responsabilità. E' presente, forte, solidale. Non annuncia interventi militari bombardando a destra e a manca semplicemente perché ha bisogno di apparire più forte. Non abbiamo un problema di autostima, abbiamo un problema di andare a risolvere le questioni vere”. Al parlamento Renzi propone “un approccio italiano che vogliamo mettere a disposizione dei nostri colleghi europei per riuscire finalmente ad avere non solo un reazione ma anche una visione per i prossimi mesi e anni”. 

Insomma, per il premier serve “una risposta a tutto campo” perché contro l'emergenza terrorismo “non ci si rinchiude nei propri confini”. Brunetta interrompe Renzi quando ricorda, tra le misure adottate dall’esecutivo, il bonus per i 18enni e lui controreplica così: “Caro ex ministro della Funzione pubblica che ha pensato di interrompere un dibattito, non si rende conto che su questi temi bisognerebbe avere la pazienza di ascoltare”. A questo punto, il presidente dei deputati di Fi sbotta in una lunga reprimenda: “ Signor presidente del Consiglio, la sua narrazione si sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più incredibile, vuota, imbarazzante” e definisce la relazione di Renzi “contraddittoria, retorica, insopportabile, omissiva. È tale il suo rispetto per il Parlamento che abbiamo appreso dei 450 militari italiani a Mosul da Porta a Porta ieri sera e non in Parlamento. Si rende conto di tutto questo? Lei - ieri sera a 'Porta a Porta' ha dato la notizia dei 450 italiani a Mosul senza averne informato prima il Parlamento e non ha detto una parola sulla vicenda dei nostri marò, che è ancora tragicamente aperta”. Renzi non si sottrae al duello parlamentare e rilancia: “Mi aspettavo che sulla politica estera si potesse discutere, e invece...”, sottolineando che “andiamo in Iraq non da ora, perché i carabinieri e i soldati ci sono da tempo e se lei dice che ora andiamo per tutelare una azienda sta offendendo l'idea di politica estera del Paese”. 

Stoccata finale all’esponente di Fi: “Se poi utilizza il suo intervento per sostenere che tutto quello che facciamo è una mancia indecente, mi costringe a richiamare la storia parlamentare: voi avete fatto un decreto per bloccare i contratti delle forze di sicurezza. Come si fa a venire a prendere in giro il Parlamento? Noi abbiamo sbloccato quello che avete bloccato voi”. Se alla fine le scintille parlamentari si smorzano (ma solo in Aula) alla Camera c’è da credere riesploderanno con la stessa intensità al Senato dove Renzi parlerà nel pomeriggio. Insomma, è solo il primo round. 

LuBi 
autore / intelligo
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