Parla Purgatori: "Vi racconto quando la P2 voleva impossessarsi del Corriere della Sera"

16 dicembre 2015 ore 16:20, Lucia Bigozzi
Parla Purgatori: 'Vi racconto quando la P2 voleva impossessarsi del Corriere della Sera'
“Gelli è stato uno degli uomini più potenti d’Italia perché era riuscito a coinvolgere nella sua loggia, praticamente tutta la nomenclatura che contava a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta”. E’ la fotografia di un pezzo di storia che Andrea Purgatori, giornalista e scrittore, scatta nella conversazione con Intelligonews. Ma l’analisi non prescinde dal ruolo della massoneria nel tempo di oggi, con un ricordo particolarmente intenso vissuto in prima persona da giornalista, di quando “la P2 voleva impossessarsi del Corriere della Sera”. 

In base alla sua esperienza di giornalista, qual è il profilo di Licio Gelli?

«Licio Gelli è stato uno degli uomini più potenti d’Italia perché era riuscito a coinvolgere nella sua loggia, praticamente tutta la nomenclatura che contava in un certo periodo storico di questo Paese, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Quindi, indipendentemente da quello che lui ha sostenuto e che hanno sostenuto quelli che erano iscritti alla P2, sta di fatto che c’era un centro parallelo di potere rispetto a quello trasparente che tutti conoscevamo»

Quanto ha pesato e continua a pesare la massoneria negli affari e nella politica di questo Paese?

«Il peso specifico della massoneria continua ancora oggi. E’ la massoneria che non viene alla luce, la massoneria che si muove sottotraccia e che la stessa massoneria protegge. Non c’è dubbio che in Italia ma non solo, la massoneria sia una società segreta che riesce a condizionare il potere ed è dentro il potere»

Lei ha vissuto in diretta al Corriere della Sera lo scandalo della P2. Che fase è stata?

«Ero al Corriere della Sera quando scoppiò lo scandalo P2 e ho vissuto quel momento come tragico. Tra l’altro facevo parte del comitato di redazione quando ci fu il collasso che per un attimo fece temere il rischio di avere conseguenze drammatiche sul giornale che stava per chiudere; poi ci fu l’amministrazione controllata e dunque ho vissuto giorno per giorno quella vicenda. La P2 aveva cercato di impossessarsi del Corriere della Sera perché non solo era funzionale al suo progetto di potere, ma anche perché era l’organo di informazione più importante d’Italia. Ecco, questa tendenza a entrare dentro i gangli che costituiscono gli snodi importanti per la democrazia, le istituzioni che hanno a che fare con l’economia, i servizi di sicurezza, sono passaggi fondamentali su cui la massoneria non ha mai smesso di mettere le mani»

P2, P3, P4: come è cambiata oggi la massoneria? Esiste un “grande burattinaio” che manovra i fili del mondialismo economico contrapposto alla sovranità degli Stati?

«Certo che è cambiata, così come è cambiata la nomenclatura di tutti i poteri e delle istituzioni. Direi che è cambiata in peggio, nel senso che Gelli era riuscito a coinvolgere il massimo possibile del potere italiano nella sua loggia; oggi non esiste un Gelli e di conseguenza la P3, la P4, P5, P10 e chi più ne ha più ne metta, sono pallide imitazioni della P2, che tuttavia incidono sugli affari più che sulla presa del potere. Il disegno di Gelli era una visione in base alla quale c’erano le istituzioni trasparenti e formali e poi c’era la P2 che controllava il grande potere al governo del Paese. Oggi la massoneria è fatta di piccoli gruppi che hanno piccoli interessi»

C’è un livello europeo, un disegno europeo?

«C’è un livello mondiale, ci sono strutture sovranazionali ma io, francamente, tendo a non dargli il peso che molti complottisti gli danno, altrimenti dovremmo dire gli Illuminati, i Rosa Croce, i Templari…».

Secondo lei, la toscanità di Gelli potrebbe aver in qualche modo incrociato il renzismo?

«Se parliamo della massoneria toscana e fiorentina, parliamo di una parte molto potente della massoneria dentro la stessa massoneria; apparentemente non ha alcun tipo di influenza provata, però sta di fatto che la massoneria toscana continua a essere lo spezzone più importante della massoneria italiana. Quando parliamo di massoneria, dobbiamo pensare a qualcosa di trasversale che si protrae nel tempo e nelle istituzioni. Non è che ci sia una stagione con e una stagione senza; la massoneria è un potere che continua a vivere, moltiplicarsi e a condizionare molte delle scelte del Paese, anche se noi non ce ne rendiamo conto»
autore / Lucia Bigozzi
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