Che fine ha fatto Ornella Vanoni?

16 dicembre 2015 ore 16:36, intelligo
Che fine ha fatto Ornella Vanoni?
 di Anna Paratore

Lei è l’unica cantante italiana ad aver vinto due Premi Tenco come cantautrice. Ha una voce bellissima, con una timbrica unica che il trascorrere del tempo non ha né intaccato né modificato eppure, sui nostri teleschermi, si fa fatica a ricordare l’ultima volta che sia comparsa per esibirsi, facendoci beare con il suo vasto e fantastico repertorio.

Parliamo di Ornella Vanoni, una cantante eclettica ma, soprattutto una grande interprete perché, parliamoci chiaro, non è poi impossibile trovare una bella voce anche tra le giovanissime che si avvicinano alla musica leggera, ma trovare una vera interprete è come raccogliere fiori nel deserto. E la Vanoni, piaccia o non piaccia – ma come può non piacere - è un’interprete di primissima categoria, capace di dare a un pezzo magari non proprio fantastico un corpo, un’armonia, un’emozione irripetibili.
Nata nella Milano bene, di ottima e benestante famiglia, Ornella da giovanissima è un po' ribelle e stravagante. Studia dalle Orsoline, frequenta collegi esclusivi in Svizzera, Francia e Inghilterra e probabilmente i suoi la vedono già bella che sposata con qualche giovane della sua classe sociale quando lei decide di andarsene di casa per seguire la musa dell’arte. Lo fa nel 1953 iscrivendosi all’Accademia di arte drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler ed è dotata di tale e tanto fascino che di lì a poco travolge anche il maestro. Passa appena un anno, e ne è già l’allieva preferita e la compagna. Lei ha appena vent’anni, lui è già sposato in un’epoca dove la parola divorzio fa rima con scandalo.

Tra lo sconcerto della sua famiglia, Ornella debutta in un’opera di Pirandello. È il 1956 e bisognerà attendere il 1957 perché avvenga il suo debutto canoro e lo fa sempre all’interno di un’opera teatrale, I Giacobini di Zardi, dove canta le ballate della rivoluzione francese. Ha una voce calda, profonda, raffinatissima eppure popolare. Un connubio davvero complicato da realizzare. Così Strehler, che di artisti veri se ne intende, decide di creare per Ornella il repertorio più ispirato, che la faccia essere impegnata oltre che bravissima, affinché non si perda nel mondo della canzonetta. Scrivono per lei le cosiddette “canzoni della mala” testi sociali e impegnati, che fanno credere di aver riprodotto da vecchi manoscritti della tradizione passata trovati per caso. In realtà dietro ci sono autori del calibro di Amodei, Carpi, Fo e Negri. Dopo una tournée di successo, Ornella si esibisce al Festival dei due Mondi di Spoleto. E’ il 1959 ed è nata una stella.
Le sue canzoni sfondano, la voce incanta, vengono canticchiate dalla gente, pezzi come Hanno ammazzato il Mario, La Zolfara, Ma mi e Le mantellate escono sia in LP che in 45 giri, e vendono moltissimo mentre la critica alto-borghese tenta di sabotare il percorso vincente della Vanoni. Non ci riesce.
Nel frattempo, la sua vita sentimentale cambia. Finisce la storia d’amore bella e tormentata con Strehler. E’ lei a voler chiudere perché vive il suo uomo come troppo ingombrate e avverte una gran voglia di leggerezza, di risate e di stupidaggini come la sua età vorrebbe. Continua però, con i suoi lavori a teatro mentre nel 1960 incontra Gino Paoli e con lui si scatena una passione travolgente. Non solo. Paoli sembra capire l’anima di Ornella fino in fondo e scrive per lei la prima canzone d’amore. La seconda che le dedica è una dichiarazione in piena regola e da allora è nel gotha della musica leggera italiana. Si intitola Senza Fine.

Poi, con uno di quei colpi di testa che alla bella Vanoni sono così congeniali, senza che nessuno se lo possa aspettare, sposa Lucio Ardenzi, impresario teatrale. Fino all’ultimo Paoli pare l'avesse pregata di non farlo, ma lei niente. Due anni dopo, quando nasce il figlio Cristiano, Ornella e Ardenzi sono già separati, e lei torna da Gino Paoli. Oltre che ad amarsi, i due tornano a collaborare artisticamente e nascono pezzi come Cercami. La Vanoni è instancabile. Oltre che alla musica si dedica al teatro ed interpreta opere anche impegnative come L’idiota di Marcel Achard che le vale il Premio San Genesio . Arriva anche a sostuire Lea Massari nel ruolo di Rosetta in Rugantino, il capolavoro di Garinei & Giovannini, che lei stessa porterà fino a Brodway.

Così, di successo in successo, continua la carriera di Ornella Vanoni che furoreggia in TV, a teatro e che ormai canta per autori come Nisa, Franco Califano, Umberto Bindi, Don Backy, Tenco, e tanti altri. Nel ’70 si dedica anche alla musica latino americana, e lancia L’Appuntamento con Roberto Carlos. Continua a collaborare con i grandi autori della musica leggera, e varia da Francesco De Gregori, Venditti, Rino Gaetano, Ando Donati, Minghi fino a Peppino di Capri, Patty Pravo e Mia Martini. Fino ad arrivare nel 1994 a curare Pavarotti&Frindes e vincere il David di Donatello per la sceneggiatura di Nemici d’Infanzia. Nel 2013 pubblica Città sporca romanzo thriller edito da Gems, Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. A settembre 2014 pubblica Se ho paura prendimi per mano, romanzo edito da Corbaccio. A Febbraio 2015 Se ho paura prendimi per mano arriva al 1º posto della Classifica di vendita Amazon Kindle e al 2° della Classifica IBS ebook.Tour conclusivo di una superlativa carriera per l'inconfondibile voce di Ornella Vanoni.
 E il 2015 è anche l'anno del suo tour di successo che si intitola "Un filo di trucco, un filo di tacco". Dice lei stessa: "Prima di uscire me le ripeteva sempre mia madre, donna sobria, elegante e molto vanitosa".
In pratica, se ha una colpa Ornella – e sempre che sia ascrivibile a lei – è quella di essersi allontanata prematuramente dal piccolo schermo e di non essere coinvolta in scandali che fanno scrivere le riviste di gossip, pur amando rilasciare interviste e apparire col contagocce sugli schermi. 
autore / intelligo
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