Gelli, Claudio Tedeschi (dir. Il Borghese): “Mio padre nella lista P2. La massoneria di ieri e di oggi"

16 dicembre 2015 ore 16:45, Andrea Barcariol
Gelli, Claudio Tedeschi (dir. Il Borghese): “Mio padre nella lista P2. La massoneria di ieri e di oggi'
Nel giorno della scomparsa di Licio Gelli, Claudio Tedeschi, direttore de “Il Borghese”, intervistato da IntelligoNews, ricorda la scoperta delle liste della P2, di cui faceva parte anche il padre, l’incontro a Villa Wanda con Licio Gelli e sottolinea le differenze tra la massoneria del passato e quella attuale.

E’ morto Licio Gelli. Un pensiero su questa figura così controversa della politica italiana?

«La morte di Gelli può ricordare quella di Andreotti. Deceduto anche lui sono finiti i capri espiatori e adesso non sapranno più a chi addebitare tutte le malefatte della Prima Repubblica».

Suo padre era presente all’interno della famosa lista della P2 trovata in casa di Gelli nel 1981.

«Non ho nessun problema ad ammetterlo, anche perché sono in possesso della tessera di mio padre. All’interno della loggia P2 c’era il fior fiore della classe dominante italiana, da politici a militari, da finanzieri a banchieri, perché c’era in mente l’idea di cambiare il Paese, in maniera democratica, attraverso un cambio della guardia».

Lei come ha vissuto il momento della scoperta delle liste della P2?


«Fu un momento anche abbastanza divertente, hanno accusato Gelli di aver preparato una rivoluzione ma non ci è scappato neanche il morto. Tutta questa rivoluzione quindi non c’è stata. A casa se ne discuteva tranquillamente, noi non abbiamo avuto nessun problema, anzi ci siamo quasi divertiti».

Nessun contraccolpo?


«No, anzi, si sono aperte delle nuove amicizie proprio per questo».

Quindi paradossalmente è stato utile?

«Si infatti, io personalmente alcuni anni fa ho conosciuto personalmente Licio Gelli, mi sono andato a presentare per parlare di alcune cose e di mio padre e ho trovato una persona amabile, tranquilla».

Ci racconti qualcosa in più di questo incontro.

«Trovarlo è stato semplice, sono sceso dalla stazione e ho chiesto a un taxi per Villa Wanda. Dopo 5 minuti stavamo lì, in questa grande casa con un enorme giardino. Abbiamo parlato di tante cose, ricordando anche mio padre. Poi ho avuto contatti epistolari con lui. Esternamente mi è sembrata una persona apposto, poi su altre cose non saprei che dirle».

Perché in Italia, a differenza di altri Paesi, la massoneria si è connotata come di matrice di centro-destra?


«Perché noi italiani abbiamo sempre il vizio della congiura, di conseguenza è molto più divertente far parte di una società chiusa piuttosto che agire alla luce del sole. La massoneria una volta era una cosa seria, ora è quasi una società per azioni quotata in borsa, con bilanci ufficiali, di segreto non c’è proprio più nulla».

Si parla molto della Bilderberg. Che differenza c’è tra la massoneria del passato e quella di adesso?


«La massoneria di allora era legata al concetto post seconda guerra mondiale e c’erano determinati personaggi. Per quanto riguarda Bilderberg quella è un’associazione controllata dalla grande finanza e dai grandi patrimoni internazionali».

Quanto incide oggi la massoneria?

«A mio giudizio, il potere è molto calato. Se vogliamo fare un confronto con la Mafia, non è più la Mafia de Il Padrino ma quella dei trafficanti di eroina, quella del passato aveva proprie regole e leggi, i trafficanti di eroina invece uccidono e basta».

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