Influenza a quota 400mila, l'Iss in sintesi? No all'omeopatia, sì al vaccino e occhio ai farmaci

16 dicembre 2015 ore 17:22, Andrea De Angelis
Influenza a quota 400mila, l'Iss in sintesi? No all'omeopatia, sì al vaccino e occhio ai farmaci
L'influenza è un qualcosa di "normale". Arriva ogni anno, proprio come il Natale. Eppure ogni inverno si rincorrono consigli più o meno validi per combatterla, ma è chiaro che per non fare confusione occorre ascoltare anche e soprattutto quelli che arrivano dall'Istituto Superiore di Sanità.

Sono già 400mila i casi registrati finora in Italia, specialmente tra i bambini. Il numero esce fuori dal monitoraggio coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità reso possibile dalla collaborazione dei medici di medicina generale, pediatri e sanitari che lavorano nelle Asl e nelle Regioni. Tra Natale e Capodanno è atteso il picco dell’epidemia, ma già questo numero la dice lunga sul trend di incidenza. 
Il rapporto dell’Iss sottolinea che l’attività dei virus influenzali è ancora ai livelli di base e dunque non al massimo delle sue “potenzialità”: attualmente l’incidenza in Italia è pari a 1,01 casi per mille assistiti. Ma se l’epidemia non ha ancora raggiunto il culmine (tra gli esperti c’è anche chi lo segnala un po’ in ritardo, collocandolo nel periodo successivo alle feste natalizie), le raccomandazioni degli esperti sono già arrivate. Come ogni anno. 
Ecco allora che da un lato il consiglio è quello di non abusare di farmaci, come invece, troppo spesso accade anche per un semplice raffreddore. In particolare secondo i medici, è bene evitare il ricorso eccessivo ai farmaci antipiretici perché “il virus” e ciò che ne consegue “devono fare il loro corso”, anche in termini temporali. Tra i più critici sull’abuso di farmaci c’è Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità che non a caso parla di “somministrazione inutile”. 

Si tratta, però, solo del primo consiglio. Perché se da un lato ogni abuso è pericoloso (e dunque anche quello di farmaci), dall'altro è fondamentale ricorrere al vaccino, specie per quanto riguarda i più piccoli e gli anziani. Secondo le previsioni gli italiani che decideranno di vaccinarsi saranno solo il 13,6%. La tendenza sarebbe quindi ancora alla diminuzione del ricorso al vaccino, che 5 anni fa era scelto da un più abbondante 19,6% della popolazione. 
Per di più sembra che la decisione di non vaccinarsi sia sempre più frequente fra le categorie più a rischio, ad esempio gli anziani. Ilricorso al vaccino contro l'influenza nella terza età è infatti sceso dal 68,3% registrato nel 2006 al 48,6% dello scorso anno. In realtà sarebbe proprio questo il periodo migliore per vaccinarsi. Perché il vaccino faccia effetto sono infatti necessari circa 15 giorni, e proteggendosi ora si arriverà all'appuntamento con il picco influenzale con tutte le armi a disposizione. 
Per quanto riguarda, poi, gli anziani, quest'anno è disponibile un vaccino pensato appositamente per questa fascia d'età; addizionato con un coadiuvantestimola di più la risposta immunitaria, fornendo una protezione rinforzata”.
Claudio Cricelli, presidente della Simg, la Società italiana di medicina generale, in poche parole quelle dei medici di famiglia, ha ricordato che: "L’antinfluenzale è gratuito per gli under 65 e per tutti i malati cronici, in particolare diabetici, immunodepressi gravi, affetti da malattie respiratorie e cardiovascolari, malati di tumore". E ha aggiunto: "Per i bambini dai sei mesi in su si paga ma sarebbe consigliabile vaccinarli perché non avendo visto prima il virus le loro difese immunitarie non si attivano, rendendoli più vulnerabili». Un messaggio da recapitare ai sempre più numerosi genitori in fuga dai vaccini".
Infine l'omeopatia. Come si legge già nei consigli del 2008, le terapie non convenzionali, omeopatia in testa, non sono efficaci: "L'oscillococcinum e le erbe cinesi non servono a ridurre le giornate di febbre né a mitigare i sintomi".

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