Isis in Libia, ecco i punti della politica estera di Matteo Salvini

16 febbraio 2015 ore 12:47, intelligo
Isis in Libia, ecco i punti della politica estera di Matteo Salvini
Mentre si parla di un intervento in Libia con una missione Onu, il segretario leghista Matteo Salvini tuona di prima mattina da Radio Padania: "La marina militare serve a difendere i confini. Nessuno entra nelle acque territoriali con le buone o con le meno buone".
Poi se la prende con la strategia resa nota dal premier Renzi: "Il governo Renzi è pericoloso, fa discorsi pericolosi: parla di soldati da mandare lì senza sapere di che parla. Io sono preoccupato". E sulla questione libica insiste: "Giovedì a Washington ci rappresenta Alfanoe cosa va a raccontare sul terrorismo internazionale? Dei 180mila sbarchi in un anno?". E infatti il punto debole per il giovane segretario sono proprio gli sbarchi: "Se fossi presidente del consiglio farei tre quattro cose: prima di fare un intervento militare armato, farei accordi sul territorio per evitare una catastrofe come dopo l'intervento del 2011; toglierei i militari che la Nato vuole schierare al confine con la Russia, chiederei all'Europa di fare la sua parte ma soprattutto prima di rischiare la vita di un solo soldato fermerei gli sbarchi, perché andiamo a combattere il nemico a casa sua e lo portiamo a casa nostra". Per Salvini vanno evitate "altre guerre idiote, perché noi ci becchiamo i frutti delle bombe idiote degli altri". E "le navi della marina militare dovrebbero difendere i confini, come nei paesi civili, non fare da taxi per i tassisti". (ma.mo)
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