Aziende elettriche in allarme, il canone Rai in bolletta a rischio per il 2016

16 febbraio 2016 ore 10:02, Luca Lippi
Assoelettrica si unisce alle associazioni dei consumatori nel lanciare l’allarme di rischio caos per l’abbonamento Tv in bolletta per il 2016. Nei fatti per il 2016 c’è il rischio di non pagare il canone Rai: la notizia farà contenti i contribuenti, un po’ meno il Governo che ha elaborato una riforma in tutta fretta, senza consultare i soggetti direttamente e principalmente interessati (le aziende elettriche). Mancano infatti poco meno di quattro mesi alla prima bolletta della luce che dovrebbe contenere la maggiorazione del canone Rai, eppure le società dell’energia elettrica sono totalmente impreparate: non sanno a quali contribuenti dovranno addebitare gli importi, non hanno minimamente idea di come emettere le nuove fatture modificate e, soprattutto, nessuno ha spiegato loro come gestire le morosità, il cambio di fornitore in corso di anno, i reclami, i contratti con i non residenti.

Aziende elettriche in allarme, il canone Rai in bolletta a rischio per il 2016
Assoelettrica, lamenta la laconicità con cui è trattata la criticità, il Mise (il Ministero dello sviluppo economico) è già in ritardo nell’adozione del famoso regolamento di attuazione della legge di Stabilità per il 2016. Un regolamento che doveva essere emanato ieri (15 febbraio, così disponeva la legge di Stabilità), che dava al Governo 45 giorni di tempo (a partire dal 1° gennaio) per sciogliere i nodi operativi del nuovo sistema. E gli interrogativi in campo sono tanti, le imprese del settore elettrico stanno ricevendo richieste di chiarimenti ai propri call center.
L’unica certezza ad oggi è che il pagamento del canone Rai è ancorato alla residenza. 
Carlo Rienzi, presidente del Codacons dichiara: “Siamo convinti che a luglio si scatenerà un vero e proprio caos, con gli utenti e le aziende elettriche impreparate ad affrontare la novità”. Senza contare le incertezze delle famiglie e degli operatori commerciali. Il rischio, insomma, è che per la scadenza del 2016, programmata dalla legge di Stabilità per questa estate, non potrà essere operativa la riforma o, se lo sarà, ci saranno rischi di pagamenti non dovuti, duplicazioni o di ulteriori evasioni.
Affare non di poco conto, è la questione di chi sosterrà i costi che le compagnie elettriche dovranno assumersi per riscuotere il canone Rai e poi versarlo all’erario: un’operazione di dimensioni ciclopiche, che richiederà personale, call center e uffici appositi. Spesa che presumibilmente avrà una ricaduta sull’utenza, oppure sarà sostenuta dallo stato e quindi da tutti noi. Altro nodo sono le sanzioni relativamente alle morosità oltre la modulistica che autocertifichi il non possesso della Tv. Questi moduli dovrebbero essere predisposti dal Mise.
 
Il Mise, intanto, ribadisce: il canone Rai sarà addebitato solo ed esclusivamente sulle utenze residenziali, quindi solo sulle “prime case”. L’informazione è già a disposizione delle compagnie elettriche e già indicata nella bolletta. Due coniugi residenti in due abitazioni diverse, con una utenza elettrica di tipo “residenziale” nelle due case, pagheranno due volte il canone Rai. Il contribuente con più di una utenza elettrica intestata a sè dovrebbe invece pagare solo per l’abitazione nella quale è residente. L’inquilino che è residente in un immobile ma che non ha un’utenza elettrica intestata a sé dovrà pagare il canone, con modalità che saranno stabilite dal decreto Mise-Mef. Il proprietario dell’immobile, in ogni caso, dovrà pagare solo per la casa nella quale ha la residenza.

autore / Luca Lippi
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