Imprese piemontesi in crescita nelle mani di romeni albanesi e cinesi, questo il nuovo made in italy?

16 febbraio 2016 ore 11:43, Luca Lippi
Dal registro imprese delle Camere di commercio piemontesi emerge il dato che delle circa 443mila imprese con sede in Piemonte a fine 2015, quelle guidate da stranieri sono 40.716. Quindi una su dieci, e con un dato complessivo che sottolinea un trend in crescita negli ultimi anni tra cancellazioni e iscrizioni di nuove imprese. Nel corso del 2015 a fronte di 5.356 nuove imprese straniere iscritte nei registri ci sono state 3.612 cessazioni, per un saldo positivo pari a 1.744 unità. 
I settori maggiormente rappresentati restano quello delle costruzioni e del commercio. Il primo comparto per presenza, anche nel 2015, è quello edile con 13.319 imprese straniere. Positivo l’andamento del commercio (+4,1%), del turismo, cresciuto dell’8,5%. Spicca anche il manifatturiero, con oltre 2.300 imprese registrate e una performance in crescita dell’8,1%.
L’imprenditoria straniera rappresenta una risorsa per l’economia del territorio, sottolinea il presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello. Una risorsa cresciuta in questi anni, che il sistema delle istituzioni deve saper valorizzare e sostenere. "Con questa consapevolezza, il sistema camerale ha sostenuto finanziariamente il Fondo di garanzia per il microcredito della Regione Piemonte, a supporto dei soggetti non bancabili, come spesso è per gli impreditori stranieri"aggiunge Dardanello.
Si tratta perlopiù di aziende individuali nell’84%, mentre poco meno di una su 10 è una società di persone e soltanto il 6% si costituisce come società di capitale.

Imprese piemontesi in crescita nelle mani di romeni albanesi e cinesi, questo il nuovo made in italy?
L’economia del Piemonte è quindi tenuta in piedi dagli stranieri, imprenditori stranieri che grazie agli incentivi (più spesso grazie al fatto che sono difficilmente perseguibili fiscalmente). Un esercito di stranieri guidato da cittadini romeni che sono titolari di oltre 10 mila aziende. E poi ci sono marocchini, albanesi e cinesi. Francesi e tedeschi sono al quinto e al sesto posto.
Circa 6 imprese straniere su 10 registrate in Piemonte trovano la propria sede legale in provincia di Torino; seguono i territori di Cuneo e Alessandria. Il «peso» di queste aziende sulla totalità di quelle iscritte al sistema camerale è più elevato nel torinese (10,6%) e in provincia di Novara (10,5) mentre nel Verbano Cusio Ossola, Biella e, soprattutto, Cuneo rivestono un’importanza minore, meno del 6%. 
Il fenomeno si manifesta con maggiore evidenza in Piemonte, ma sta emergendo anche in altre regioni italiane, e questo significa principalmente che per gli standard italiani il paese non è più in grado di offrire le garanzie storiche di un Paese in grado di primeggiare sulla qualità della produzione. Gli stranieri si accontentano, per la più parte godono di benefici non più riservati agli italiani e lavorano sottocosto nel medio abbassando gli standard qualitativi, e questo è un dato di fatto non rilevabile statisticamente.
La Toscana è la regione che fa registrare la maggiore incidenza di aziende straniere sul totale delle imprese registrate nel territorio regionale (12,6%), seguita da Liguria (11,8%), Lazio (11,1%), Lombardia (11,1%), Friuli Venezia Giulia(11,0%), Emilia Romagna (10,5%) e Veneto (9,4%). Il Piemonte occupa l’ottava posizione

autore / Luca Lippi
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