Smontato il buonismo, a Colonia la violenza è a maggioranza profughi

16 febbraio 2016 ore 11:59, Americo Mascarucci
Smontato il buonismo, a Colonia la violenza è a maggioranza profughi
Altro che due o tre! I richiedenti asilo, o profughi per utilizzare un termine politicamente s-corretto, sarebbero stati la maggioranza degli immigrati responsabili dei disordini, delle devastazioni e delle aggressioni che si sono verificate la notte di Capodanno in Germania, nella città di Colonia.
Ovviamente di fronte all'indignazione per quanto avvenuto, in tanti, troppi si erano affrettati a dichiarare che fra i protagonisti delle violenze il numero dei richiedenti asilo era molto esiguo.
Si capisce, qualora si fosse scoperto che invece erano, se non proprio tutti comunque la maggioranza dei profughi, avrebbero avuto buon gioco i populisti a chiedere il blocco delle frontiere e la cacciata di tutti gli immigrati presenti sul territorio tedesco ed europeo. 
E allora meglio far credere che i profughi non c’erano o quantomeno erano una piccolissima parte. 
Oggi però il procuratore di Colonia Ulrich Bremer, racconta un’altra storia. Perché ormai le indagini sono giunte ad una svolta, la nebbia si è diradata, i fatti cominciano ad essere più chiari, i reati pure e le responsabilità più evidenti. E purtroppo per i fautori della solidarietà sempre e ad ogni costo, si stanno scoprendo anche i numeri reali, non quelli buttati in pasto alla stampa nei giorni immediatamente successivi i gravi fatti per far prevalere le tesi buoniste rispetto a quelle cattive. 
Il procuratore ha detto che le persone accusate sono 73 – di cui 30 marocchini, 27 algerini, 4 iracheni, 3 tedeschi, 3 siriani, 3 tunisini, e 3 rispettivamente provenienti da Libia, Iran e Montenegro. Quindi su 73 accusati, 70 sono stranieri. 
Gli arrestati, invece, al momento sono 13. 
Ma quanti sarebbero i profughi? Il procuratore non è in grado di quantificarne il numero esatto ma sarebbero molti, probabilmente la maggioranza dei sospettati. Altro che due o tre al massimo come si voleva far credere. 
E allora? Per carità, nessuna caccia allo straniero, ci mancherebbe, ma la dimostrazione evidente di come sempre più spesso il buonismo produca molti più danni dei tanti deprecati populismi. Perché alla fine le bugie hanno le gambe corte. 
Ciò non significa che tutti i profughi che sbarcano in Europa sono criminali, l’equazione non è mai stata, né mai potrà essere automatica. Ma è altrettanto vero che fra i profughi ci sono anche i criminali, pochi o tanti che siano, ma ci sono. E allora il dovere dell’accoglienza non può essere separato dalle ragioni di sicurezza. Quindi forse è il caso di finirla con gli stati modello “Dame di San Vincenzo” iniziando a ripensare le strategie dell’accoglienza. Chissà che adesso anche la signora Merkel se ne renda finalmente conto!

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