Unioni civili, la partita è tutta interna al Pd. Il caso Viotti Vs Di Giorgi prova i nervi tesi

16 febbraio 2016 ore 13:22, Americo Mascarucci
Unioni civili, la partita è tutta interna al Pd. Il caso Viotti Vs Di Giorgi prova i nervi tesi
Volano insulti e stracci nel Partito Democratico sul Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili.
Alla faccia di chi diceva che l’accordo si sarebbe trovato e che il clima nel gruppo era concorde, sereno, unanime ecc. 
Invece dagli scontri si sarebbe passati addirittura agli insulti. L’europarlamentare Daniele Viotti ha postato un tweet molto polemico nei confronti dei cattolici del Pd che continuano ad opporsi alla stepchild adoption. 
"La dico semplice -scrive Viotti - ma non mi vengono altre parole: i senatori Di Giorgi, Lepri e i cattodem hanno rotto il cazzo#buongiorno". 
 Ma quali colpe avrebbero Di Giorgi, Lepri e gli altri senatori in gran parte di rito renziano che starebbero ostacolando il cammino del ddl Cirinnà? Semplicemente quella di opporsi alla stepchild chiedendo di stralciare la norma sulle adozioni per le coppie gay (limitate però soltanto nei casi in cui uno dei partner abbia un figlio biologico) in favore di altre norme, come ad esempio l’affido rafforzato, che permetterebbero di scongiurare il temutissimo ricorso alla maternità surrogata. 
E proprio sulla stepchild si starebbe cercando una difficilissima mediazione. Tante le proposte sul tappeto non ultima quella di limitare l’applicazione della norma soltanto alle situazioni già esistenti, ossia a quelle coppie gay che avrebbero già i requisiti per ottenere il diritto all’adozione. Proposta che però i fautori del ddl avrebbero giudicato irricevibile dal momento che significherebbe precludere un diritto futuro. 
Nel corso della riunione burrascosa del gruppo senatoriale Dem di ieri sera è stato proposto fra l’altro di inserire ulteriori limitazioni alla maternità surrogata, limitazioni per altro già inserite in appositi emendamenti presentati dai senatori Della Zuanna e Pagliari. Tuttavia dal momento che la norma sulla stepchild non prevede riferimenti alla maternità surrogata, emendamenti in tal senso non avrebbero senso e decadrebbero automaticamente perché non inerenti la materia trattata. 
Anna Finocchiaro nel tentativo di uscire dal guado avrebbe addirittura proposto una mozione attraverso la quale impegnare il Governo a chiedere in sede internazionale la messa al bando dell’utero in affitto. 
Iniziativa che però secondo i cattodem non avrebbe poi alcuna specifica conseguenza pratica. 
Altro tema caldo riguarda l’emendamento canguro di Andrea Marcucci che il Pd vorrebbe presentare per far decadere gli oltre seimila emendamenti presentati dal Carroccio. L’emendamento in pratica, come già accaduto in occasione della discussione sull'Italicum e sulla riforma del Senato, introdurrebbe il criterio secondo cui non si possono presentare più emendamenti analoghi. Una misura ad hoc contro la Lega i cui emendamenti al 90% sono pressoché identici nella sostanza ma resi differenti nella forma. Il rischio però è quello di far decadere insieme agli emendamenti leghisti anche quelli dei cattodem fra cui anche l’emendamento Lepri sull'affido rafforzato sottoscritto da 37 senatori. Emendamento che punta a sostituire la stepchild con una forma di affido straordinario decisa da un giudice tutelare sulla base di specifici criteri. A questo punto per risolvere il problema si starebbe pensando di dividere il canguro in due parti in modo tale da poter salvaguardare gli emendamenti sulle adozioni facendo decadere tutti gli altri.
Nessun accordo al momento è stato però raggiunto e la guerra sta colpendo ai nervi. 
Il Pd di Renzi rischia di implodere e il bello sta nel fatto che a provocare l’implosione sarebbero proprio i parlamentari più vicini al Premier. 

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