Vendola, Adinolfi: "E' l'effetto Cirinnà. Nel Pd sagra dell'incredibile: è a rischio la democrazia"

16 febbraio 2016 ore 13:30, Marta Moriconi
"E' così: sta per nascere". Nichi Vendola, cattolico e gay, diventerà papà. Per Repubblica gli amici del leader di Sel ed ex presidente della Puglia avrebbero confermato la notizia. E per Mario Adinolfi, intervistato da IntelligoNews, si tratta del "primo effetto" del Ddl Cirinnà. 

Adinolfi ha letto, dalle indiscrezioni di stampa e degli amici, Nichi Vendola aspetterebbe un figlio. Come commenta? 
"Sarebbe l'effetto del ddl Cirinnà. Per un anno abbiamo detto che la stepchild adoption era la legittimazione dell'utero in affitto e rappresentava anche l'incentivo, avremmo adesso la prova provata. L'articolo di Repubblica ovviamente non è casuale, la vicenda sostiene alla perfezione la bellezza di questa forma di omogenitorialità, mentre per me ha come
Vendola, Adinolfi: 'E' l'effetto Cirinnà. Nel Pd sagra dell'incredibile: è a rischio la democrazia'
effetto di evidenziarne solo tutti i problemi. E' evidente che Vendola e il compagno non partoriranno un bambino se è vera la news. C'è sempre una donna che partorisce e quel bambino con ogni probabilità non avrà una madre. La fotografia è scattata in maniera nitida, questa per me è la stepchild adoption, questo per me è l'utero in affitto, questi diventeranno i diritti civili negati a un bambino".

L'ipotesi canguro oggi è sul tavolo. Cosa si aspetta? E se saltasse la stepchild adoption, come la prendereste come Comitato?
"La nostra posizione come piazza del Circo Massimo è nota. Il ddl Cirinnà per noi è orrendo, giuridicamente incostituzionale e scritto malissimo. Va ritirato integralmente. Detto questo, stiamo assistendo in queste ore alla sagra dell'incredibile. Siamo passati dall'annuncio del super-canguro, cioè la negazione addirittura del diritto dei parlamentari a dibattere, alla violazione della libertà di coscienza attraverso il voto segreto negato, fino ai veri e propri ricatti psicologici compiuti sui quei parlamentari che stanno coraggiosamente difendendo il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà. Tutto questo mi fa chiedere: perché tanta determinazione per fare forzature che stanno facendo deflagare il Pd? Vi parlo a poche ore da una dichiarazione incredibile su Twitter di un europarlamentare dem, Daniele Viotti, contro i cattodem al suon di "“La dico semplice, ma non mi vengono altre parole: i senatori Di Giorgi, Lepri e i cattodem hanno rotto il cazzo. Buongiorno". E sono tutti esponenti, lo ricordo, di area renziana! Renzi sta provocando una deflagrazione del suo partito, della sua componente, sta violando regole costituzionali e la libertà di coscienza dei parlamentari per far fare un figlio che non può fare a una coppia gay? E' veramente incomprensibile".

Quindi c'è un problema di democrazia secondo lei? 
"E' chiaro che così la riforma costituzionale, che dovrebbe assegnare a Renzi ancora più poteri, a questo punto diventa oggettivamente ancora più preoccupante sul piano della democrazia. Se senza questa riforma questi sono gli atteggiamenti rispetto tra l'altro a una legge delicatissima, che implica questioni di coscienza evidenti, sulle altre questioni in un sistema monocamerale in cui Renzi o chi per lui deterrà il potere assoluto, che tipo di sistema democratico andremo costruendo? A questo punto il Ddl Cirinnà sta diventando una cartina di tornasole delle intenzioni di molti, cioè voglio dire: mi spiegate che cavolo di ragione c'è di fare tutte queste forzature? Se questo è il metodo su una legge di coscienza su una legge normale che farà Renzi? A questo punto il referendum sulla riforma costituzionale diventa un voto a salvaguardia della democrazia. Renzi si sta esponendo a un rischio mortale, se perde ha detto che va a casa". 

Ok, ma se ci comanda è l'Europa e l'Italia non decide nulla, cosa possiamo fare a livello nazionale per tornare a una democrazia reale? 
"Prima dobbiamo sapere: quali sono le pressioni sul tavolo? Stiamo ricevendo una pressione esterna evidente, e con ogni probabilità arriva da contesti europei. E' paradossale che se il cardinal Bagnasco esprime un'opinione da cittadino italiano si solleva il mondo e quando arriva una pressione costante persino da ambienti e istituzioni europee su una questione come la famiglia - che l'Europa assegna come competenza esclusiva al diritto nazionale - lì non c'è nessuno che protesta. Un'Italia che fosse ridotta a colonia di interessi dominanti si deve porre un problema serio rispetto al suo peso in Europa. Renzi ci racconta una favola allora che l'Italia conta tantissimo? Che l'Italia però debba offrire il suo diritto di famiglia, la sua cultura nazionale, la dignità della persona, e che i bambini non debbano più avere diritto a una mamma e papà, mi sembra un evidente pericolo anche per l'autorevolezza di Renzi. Se è vero che stanno avvenendo queste pressioni, è il momento per l'Italia e forse per Renzi di dire che l'Italia non si piega".

Ma finiremmo come la Grecia? 
"No, è il contrario. Se Renzi non facesse così, la fine è proprio quella di Tsipras che si vede questi giorni. O il Portogallo, dove la questione delle adozioni gay in questi mesi è stata fondamentale. Anche la Grecia ha dovuto portare in Parlamento la legge sulle unioni civili in queste settimane. Non vorrei che la cultura propria dei popoli del mediterraneo debba essere devastata sotto il ricatto di alcuni potentati. L'Italia è un grande Paese. Cattolico, senza che questa espressione sia letta in termini confessionali. La famiglia in Italia è la risorsa decisiva del Paese, basta vedere il tessuto delle imprese familiari che hanno tenuto in piedi questo Paese senza il sostegno dello Stato, qui è la famiglia che fa politica per lo Stato aiutando e supplendo le sue lacune. Questa nostra cultura fa sì che possa essere faro in Europa, ma se resisterà agli attacchi in atto". 

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