Don Aldo Buonaiuto: "A Roma la nostra Via Crucis contro prostituzione e anche utero in affitto"

16 febbraio 2016 ore 16:33, Andrea De Angelis
È tra i volti più noti dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, ente internazionale di diritto pontificio e grande realtà della Chiesa diffusa in Italia e nel mondo, fondata da don Oreste Benzi. Don Aldo Buonaiuto è stato accanto al fondatore don Oreste negli ultimi quindici anni della sua vita terrena. All’interno dell’Associazione si è sempre occupato del problema della prostituzione coatta lottando per restituire dignità alle tante donne sfruttate sulle strade, nelle case e nei locali dalle organizzazioni criminali. In tale ambito gestisce una pronta accoglienza per le vittime della tratta e prostituzione. IntelligoNews lo ha contattato per parlare con lui di utero in affitto e prostituzione...

Don Aldo Buonaiuto: 'A Roma la nostra Via Crucis contro prostituzione e anche utero in affitto'
Qual è il nesso tra prostituzione e utero in affitto? Le sue dichiarazioni hanno fatto molto rumore, compreso ieri ad Agorà...
"Il nesso è la mercificazione della persona che ancora una volta viene considerata un oggetto per trarre enorme profitti a coloro che ci speculeranno sopra per raggiungere i propri obiettivi. parliamo sempre di un'evoluzione negativa di un mercato che va avanti e purtroppo appare inarrestabile. Una deriva dove la donna sulla strada è merce che si può acquistare, il contrario di una relazione intima ed affettiva che si conquista e non si acquista. Fino all'egoismo profondo dell'adulto che impone il suo desiderio ad una creatura innocente come un bambino, negandole di avere a priori la possibilità di stare in una famiglia con un papà e una mamma". 

L'utero in affitto non riguarda ovviamente solo le coppie omosessuali, ma anche quello eterosessuali. Da parte di chi come lei c'è un no fermo a questa pratica c'è allo stesso tempo una richiesta di facilitare le adozioni dando loro trasparenza e semplificandole? 
"Sicuramente le adozioni andrebbero semplificate sul piano nazionale e internazionale. Anche qui ci sono problematiche per certi versi inquietanti nel senso che troviamo un mercato in alcuni Paesi del mondo, dove gli orfanotrofi si riempiono con bambini in attesa di avere una mamma e un papà e che hanno un prezzo. Quando l'interesse economico e il business entrano sulla vita, tutto si trasforma in un degrado che porta a un processo di disumanizzazione". 

Cosa le ha dato più fastidio ieri durante il dibattito che l'ha vista protagonista ad Agorà?
"L'indifferenza sulla sorte di questi bambini di cui non si parla. Si parla cioè dei diritti degli adulti, ma non di quelli dei bambini. Questo è sempre sconvolgente, il vedere cioè come gli adulti ragionino pensando a se stessi". 

Vogliamo presentare l'evento che si terrà a Roma promosso dalla sua comunità?
"La Via Crucis è un evento che si terrà a Roma venerdì 26 febbraio che abbiamo così definito perché tale è la vita delle ragazze sulle strade. Sui nostri marciapiedi si trovano oltre centomila donne adescate dai Paesi più poveri e poi reclutate e incatenate. Le loro catene sono le ritorsioni e le minacce sui loro familiari, loro che sono partite con la speranza di aiutarli. Entrano nel racket della prostituzione attraverso violenze e percosse". 

Quante ne avete liberate con il vostro impegno quotidiano?
"Oltre novemila, questo grazie a don Oreste Benzi, fondatore della comunità, e a tutti coloro che proseguono il suo lavoro sulle strade. Alle persone cioè che chiedono a queste donne non quale sia il loro prezzo, ma la sofferenza. Quanto soffri? Questa è la domanda che poniamo loro. Quanto soffri significa evidenziare che la persona non ha scelto quella vita. Sfido chiunque a venire sulle strade con me e a sentire una ragazza che davanti a un prete con la tonaca non si mette a piangere e a dire la verità".

Qual è questa verità?
"Quella di chi ogni settimana deve portare dei soldi per non ricevere delle percosse. Tra l'altro io vivo in una casa da quindici anni dove ci sono ragazze che purtroppo non hanno un futuro a causa delle torture che hanno subito. Giovani donne con le orecchie tagliate, storpiate e con una psiche distrutta. Persone che hanno solo il desiderio di morire. Gli schiavisti sono non solo i protettori, i magnaccia, ma anche coloro che permettono questo mercato. Il problema dei clienti è raccapricciante, la domanda genera l'offerta e questo è bene sempre ricordarlo". 

Spesso prevale sui media l'immagine dell'escort, della donna elegante e compiacente che soddisfa i desideri dei suoi clienti. Qui non stiamo parlando di un qualcosa di diverso, ma letteralmente di un altro mondo.
"Esatto, è tutt'altra cosa. Sulle strade vicino ai cassonetti non troviamo le escort. Donne che non possono spostarsi di un metro perché è quello il mattone che devono occupare e che è pagato per ospitarla. Persone sfruttate e schiavizzate, la tratta degli esseri umani non è un'invenzione della Chiesa, ma una realtà di cui Papa Francesco è una delle voci più forti in questo momento". 

Immagina una manifestazione simile in futuro per le donne che hanno concesso il loro utero? Possiamo paragonare queste situazioni?
"Noi questa Via Crucis l'abbiamo intitolata a tutte le donne crocifisse e pensiamo che siano tutte quelle che in un modo o nell'altro vengono mercificate. Le donne a cui viene chiesto di affittare un utero sono protagoniste di una delle più squallide mercificazioni perché sono sempre donne che vengono reclutate perché in uno stato di bisogno economico. Anche a loro va il nostro pensiero, sicuramente". 




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