Toscana, allarme razze autoctone: 20 a rischio estinzione. C'è la macchiaiola maremmana

16 febbraio 2016 ore 16:09, intelligo
Rischiamo di non vedere e "mangiare" mai più la macchiaiola maremmana. Cos'è? Una razza di suino nero tra le più primitive e rustiche d'Italia; considerata estinta fino a pochi anni fa, nel XIX è tornata a vivere in tutta la Toscana. Una volta scoperto un nucleo di riproduttori alle pendici dell'Amiata, grazie ad un progetto europeo, in collaborazione con l'Università di Firenze, la razza era stata recuperata! Ora il bioterritorio toscano" rischia di nuovo di non sentirne più+ i passi. 

Infatti sono venti le razze in Toscana, tra cui mucche, pecore, capre, cavalli e maiali che potrebbero estinguersi. E' c'è
Toscana, allarme razze autoctone: 20 a rischio estinzione. C'è la macchiaiola maremmana
anche il cavallo monterufolino, che prende il nome dalla tenuta di Monterufoli nella quale la razza era allevata da tempo immemorabile come in tutta la restante zona alto collinare della Maremma Tosco-Laziale. Testimonianze antiche raccontano come i grandi proprietari della Maremma Pisana mantenessero, accanto al maremmano puro allevato in pianura, un cavallino molto più ridotto di mole. Proprio lui!,
E che dire della mucca pontremolese, quella garfagnina, quella pisana e quella della calvana? Non solo loro stanno estinguendosi, ma anche i famosi e "golosissimi" suini di Cinta senese, la pecora zerasca, quella dell'Amiata ed altri. L'allarme lanciato dalla Coldiretti Toscana sulla base dei dati forniti dall'associazione regionale allevatori dopo l'allarme lanciato dalla Fao, è di quelli che vanno subito colti per la gravità e il peso che avrebbero a livello di made in Italy da tavola. Infatti questi animali, molti per lo meno, sono famosi per il loro gusto e offrono agli allevatori toscani la un'occasione unica di farsi conoscere nel mondo, non solo in Italia. Ora la Coldiretti sta lavorando per salvare sei razze di bovini, sei di ovini, due di caprino, uno di suino, quattro di cavalli ed uno di avicoli. Ed è proprio quello che va fatto, se non vogliamo perdere le nostre peculiarità a tavola e anche se non vogliamo uccidere ulteriormente la natura, come già stiamo facendo. 
autore / intelligo
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