Addio agenzie matrimoniali, sono gli incontri online il business del futuro

16 febbraio 2016 ore 21:31, Andrea Barcariol
E' uno dei settori che cresce maggiormente in tutto il mondo. È il dating online, in pratica siti che organizzano appuntamenti. Un business che 10 anni fa non esisteva e che oggi conta oltre 2,2 miliardi di dollari di fatturato solo negli Stati Uniti. Un boom provocato anche dalle novità introdotte dal web 2.0 che hanno permesso la creazione di profili sempre più precisi dove abbondano le notizie (e le foto). A livello tecnologico le app e i siti di dating non fanno altro che incrociare i dati degli iscritti per formare le coppie più simili. Se per creare l’infrastruttura basta qualche decina di migliaia di euro, la parte più dispendiosa è il marketing. Per funzionare questi luoghi di incontro hanno bisogno di essere popolati da tanti utenti e per attirarli occorre fare molta pubblicità. Il bacino d’utenza non manca basta pensare che il settore oggi conta 91 milioni di utenti a livello globale. Due su tre, ovvero 61 milioni, sono uomini e l’età è generalmente bassa. Il 34% sta nella fascia 16-24 anni, il 36% ha meno di 34 anni e il 19% meno di 44. Uno statunitense su dieci ha incontrato un partner stabile online e a questo va aggiunta la forte incidenza degli omosessuali. In molti Paesi in cui l’amore per lo stesso sesso non è permesso o ben visto, la rete ha dato un’opportunità in più per incontrarsi. Se nel 2001 solo il 14% degli statunitensi aveva incontrato il partner dello stesso sesso in rete, oggi la cifra ammonta all’80%.

Addio agenzie matrimoniali, sono gli incontri online il business del futuro
Il Guardian ha dedicato all’argomento un editoriale, firmato da Stuart Jeffries e dal titolo molto significativo “Is online dating destroying love?”. Se negli anni Ottanta e Novanta rispondere agli annunci sui giornali, specializzati e non, era considerata una cosa di cui vergognarsi, da tenere nascosta, ora gli incontri online sono sempre più “mainstream”, come sostiene una ricerca sull'argomento, anche se il rischio è sempre dietro l’angolo. L’euforia da paragone che ci spinge a vedere e a comparare decine se non centinaia di profili può però trasformarsi in una sorta di dipendenza da shopping dalla quale diventa difficile uscire. Una sorta di dipendenza. Anche stare mesi e mesi davanti a un computer, in attesa del principe azzurro o della principessa dei nostri sogni, non farebbe poi così bene alla salute psichica. Un altro aspetto negativo del fenomeno è che i siti Internet possono incoraggiare un approccio alle relazioni a di fuori della realtà e distruttivo. Insomma i siti di “dating” nonostante gli algoritmi utilizzati possono sbagliare e anche di grosso.

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