Scuola. Genitore 1 e 2. Un preside della Garbatella scrive e avverte: "Noi manterremo i termini padre e madre"

16 gennaio 2014 ore 14:30, Marta Moriconi

Scuola. Genitore 1 e 2. Un preside della Garbatella scrive e avverte: 'Noi manterremo i termini padre e madre'

Dopo aver trattato anche noi la notizia e aver intervistato il Prof. Alessandro Meluzzi, riceviamo e pubblichiamo il contributo di Padre Paolo Casagrande (Rettore Scuola Media Paritaria Cesare Baronio) sul caso Garbatella e nuova terminologia parentale.

Un contributo, che leggerete, rimane rispettoso delle opinioni altrui senza venir meno alle proprie idee, anche quando queste vengono messe in discussione con una certa frequenza ormai e, forse, anche un po' di arroganza.

 

Apprendo da un articolo de Il Messaggero Roma che il nostro municipio (VIII) ha deciso che nelle proprie scuole verrà aggiornata la terminologia parentale: non più madre e padre ma genitore 1 e genitore 2. Le motivazioni sembrerebbero quelle di non discriminare chi la mamma e il babbo non c’è l’ha (o ne ha più di uno). Ormai mamma e papà sono termini anacronistici. Felici i gay e lesbiche che dalle parole del loro portavoce considerano la scelta un passo avanti nella direzione di garantire i diritti a tutti. Strano questo progresso che nel nome del “politically correct” sferra colpi a destra e a sinistra offendendo, a turno, la sensibilità di tutti. La decisone “geniale” che è stata presa è quella di neutralizzare il linguaggio, proprio quel linguaggio che ha accompagnato intere generazioni nei suoi momenti belli e meno belli. Ho ancora impresse, nella memoria, le litigate con mio padre quando decisi di entrare in seminario: << Sei un rinconglionito, ti hanno fatto il lavaggio del cervello ecc...>>. Ma non ho mai smesso di chiamarlo e considerarlo padre. Oggi, dovrei dire a mia madre ottantaduenne che è diventata genitore 2. Sono un educatore da più di 25 anni e ho sempre lavorato per educare le nuove generazioni al rispetto di se stessi e degli altri usando un linguaggio chiaro, a volte forte, ma sincero e pieno di amore. E ora sono diventato anacronistico. Ho immaginato di essere un padre gay e di riflettere su questa novità. Il risultato emotivo è stato una grande incazzatura perché non mi piacerebbe per niente essere chiamato o citato come genitore 1 o genitore 2. Non ci vedo granché da essere orgogliosi. In conclusione, vi comunico che nella nostra scuola continueremo ad usare i termini di padre e madre. Si li so! Siamo anacronistici, ma anacronistici contenti!  
   
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