Kyenge, Puppato (Pd): “La Lega con Salvini abbaia. Ecco cosa chiederò oggi a Renzi..."

16 gennaio 2014 ore 14:24, Lucia Bigozzi
Kyenge, Puppato (Pd): “La Lega con Salvini abbaia. Ecco cosa chiederò oggi a Renzi...'
“La Lega sta diventando il ricettacolo di tutti gli istinti violenti del paese e in particolare del Centro-Nord: Salvini quando parla tende ad abbaiare”. “Indecenti atti di violenza in parlamento”. Salta su tutte le furie Laura Puppato, senatrice dem e nota per la sua moderazione, quando commenta i blitz leghisti al Senato e la nuova campagna anti-Kyenge. A Intelligonews racconta cosa ha visto in Aula allargando l’analisi su Renzi, la Direzione Pd e la controffensiva di bersaniani e dalemiani…
Senatrice Puppato, la Lega sta alzando i toni anche in Parlamento sull’immigrazione e sull’operato del ministro Kyenge. Oggi una nuova azione di protesta in Senato. Cosa sta succedendo? «La Lega sta diventando il ricettacolo di tutti gli istinti violenti del paese e in particolare del Centro-Nord. Si è data questa chiara connotazione con l’elezione di Salvini a segretario il quale ha la caratteristica che quando parla tende ad abbaiare, nel senso che aggredisce verbalmente anche quando le parole non lo dicono. In questi giorni in Aula ho visto scene raccapriccianti…». Che sta succedendo? «Sono indignata come persona e come senatrice che crede nelle istituzioni e tiene alle istituzioni: ho assistito in Aula a tentativi di aggressione verbale da parte della Lega verso l’Aula, reiterati anche quando i commessi hanno cercato di contenerli perché volevano picchiare alcuni senatori del M5S e di Ncd. E tutto ciò è accaduto davanti agli occhi di due scolaresche che assistevano ai lavori parlamentari. Scene paranoiche, sembrava di stare in un bar di Caracas… Attraverso Intelligonews voglio chiedere scusa alle insegnanti e a quei bambini; mi domando come spiegheranno agli alunni cosa è accaduto e perché. Sappiamo tutti che il tessuto del paese è fragile ma proprio per questa ragione dovremo incrementare enormemente il nostro senso di responsabilità individuale e collettivo, partendo proprio dalla politica». Come? «Anzitutto eliminando i privilegi. Stiamo predisponendo un disegno di legge che tolga di mezzo le opportunità previste dalle norme esistenti: auto blu, servizi, disponibilità di stanze e uffici per gli ex presidenti, degli ex degli ex. Certificheremo quante sono le auto blu, come vengono impiegate e per quali necessità Accanto a questo c’è l’impegno ad applicare per i parlamentari il sistema economico europeo. Tutto ciò ha senso se ci lavoriamo insieme riuscendo a sconfiggere i populismi che vengono alimentati da chi, come la Lega ha interesse, solo allo sfascio». Oggi la Direzione nazionale del Pd. Lei cosa chiederà a Renzi? «L’obiettivo è mettere in campo le migliori energie per riuscire a compiere il tragitto che ci dovrà portare alle elezioni del 2015, offrendo in modo plastico ed evidente la capacità di togliere dal paese le incrostazioni che hanno contribuito a separare le istituzioni dai cittadini». Controffensiva di bersaniani e dalemiani: da Renzi vogliono una parola chiara sul sostegno a Letta e dicono no alle trattative con Berlusconi sulla legge elettorale. Condivide? «Credo che la richiesta avanzata da quell’ambito possa risultare utile nella parte che riguarda la chiarezza per procedere fino al 2015 anche se durante l’incontro coi senatori Renzi è stato molto esplicito confermando l’intenzione di andare avanti ma con una forte sollecitazione al cambiamento e alle cose da fare. Tutto il resto, le forme di tipo speculativo che possono venire da una parte politica che si è trovata in condizioni di minoranza rispetto alle attese e anche per questo batte i pugni sul tavolo, sono comprensibili ma va fatto in un’ottica che sia accettabile e comprensibile anche dai cittadini». Che intende dire? «Risulta poco accettabile che sia proprio quella parte politica che finora ha guidato il Pd a chiedere di non coinvolgere negli incontri sulla legge elettorale Fi e il suo leader, per quanto persona a noi sgradita anche se c’è rispetto nei confronti di una forza politica. La memoria storica è importante per non ripetere gli errori e ad evitare di vivere in modo schizofrenico. Va dunque ricordato come sono andate le cose ad aprile scorso: con Berlusconi abbiamo indicato il presidente della Repubblica, con Berlusconi abbiamo pensato a un governo di larghe intese. Io abbandonerei ogni volontà di alimentare una critica peraltro facile per concentrare l’attenzione di tutto il Pd – nessuno escluso – sulle tematiche da affrontare e mi aspetto che su questo in direzione venga detta una parola». Lei invece cosa dirà al segretario dem? «Rispetto al Jobs Act metterò sul tavolo il fatto che l’Italia non possa non considerare la relazione strettissima tra lavoro e ambiente, le opportunità che si possono creare su innovazione tecnologica, banda larga, riciclo dei rifiuti, energia». La fase 2 del governo potrebbe passare attraverso un Letta-bis? «Renzi ha detto chiaro che non intende interferire, non pone condizioni su eventuali rimpasti ma sugli obiettivi, sul patto di governo, le priorità. Tutto il resto, se mettere ‘tizio’ al posto di ‘caio’ sta nelle facoltà di Letta. Credo che il ‘a ciascuno il suo’ sia un buon metodo rispetto a un passato molto caotico, spesso focalizzato sul manuale Cencelli». Svuota-carceri: trova che la sollecitazione di Napolitano anche dopo l’ultimo caso evidenziato dalle cronache possa contenerne una su amnistia e indulto? «Stiamo discutendo adesso il provvedimento. Ho ascoltato un giorno intero in Senato la Lega e Fi esprimere giudizi davvero incomprensibili dopochè hanno governato per dieci anni e sono stati responsabili di tutti i condoni e di nessuna attenzione all’emergenza carceraria, al punto che ci siamo beccati una condanna dall’Europa. Gli italiani devono sapere che stiamo lavorando sia sull’emergenza che sulla prospettiva: quest’anno ci saranno 4500 nuovi posti nelle carceri che diventeranno 10-12mila nel 2015. Inoltre saranno attivati interventi importanti sull’edilizia carceraria. Napolitano ha rappresentato la necessità di affrontare il problema. L’idea di un indulto generale ha trovato una forte reazione trasversale, anche dentro il Pd».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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