La cannabis "di stato" si avvicina: chi l'ha proposta in Parlamento?

16 gennaio 2016 ore 11:25, Americo Mascarucci
"Il decreto legislativo che il Governo si appresta ad emanare per esercitare la delega che gli è stata data dal Parlamento riguarda chi, autorizzato a coltivarla per uso terapeutico, ne viola le prescrizioni cui l'autorizzazione è subordinata. La coltivazione per uso personale fatta dagli stessi consumatori resta un reato penale". 
Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando precisa il senso della norma che il Consiglio dei Ministri si appresta a varare sulla depenalizzazione delle violazioni sull’utilizzo della cannabis.
Un’iniziativa che è scaturita dall’azione di un intergruppo parlamentare costituito proprio con l’obiettivo di superare le attuali disposizioni che prevedono l’arresto e la sanzione penale tramutabile in pecuniaria, per quanti vengono trovati a coltivare piante di cannabis anche se per uso terapeutico. Ovviamente la coltivazione per scopi sanitari dovrà avvenire dietro esplicita autorizzazione. La depenalizzazione prevede che il reato venga abrogato e trasformato in semplice sanzione pecuniaria. 

L’intergruppo parlamentare è composto da 218 fra deputati e senatori quasi tutti appartenenti al Partito Democratico e al Movimento 5Stelle. 
Ci sono poi esponenti di Scelta Civica, di Sel, del PSI e di Gal. 
Primo sostenitore dell’iniziativa il senatore di Scelta Civica Benedetto Della Vedova al quale va riconosciuto senza ombra di dubbio il merito di aver portato a buon punto una battaglia che lo ha visto impegnato per anni sui banchi del Parlamento. Una battaglia che lo ha avuto protagonista prima come Radicale, poi come berlusconiano e oggi come esponente dell’area liberale che sostiene il Governo Renzi. 
Oltre a Della Vedova, cui può essere intestata la paternità dell’iniziativa interparlamentare, compaiono altri nomi noti come ad esempio quelli di Pippo Civati già Pd ed oggi esponente della Nuova Sinistra, di Giorgio Airaudo sindacalista e deputato di Sel, di Gianni Cuperlo leader della minoranza Dem anti-Renzi, di Stefano Fassina leader della Nuova Sinistra, di Gennaro Migliore ex capogruppo di Sel oggi al Pd, di Loredana De Petris braccio destro (o sinistro?) di Nichi Vendola, dei grillini Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Riccardo Fraccaro, Luigi Di Maio, Roberta Lombardi, Paola Taverna, Vito Crimi.
E poi ancora: compaiono le firme di Roberto Giachetti, ex radicale oggi renziano, possibile candidato sindaco del Pd a Roma, di Ermete Realacci già leader di Legambiente, dell’ex magistrato Felice Casson, della senatrice Monica Cirinnà promotrice del Disegno di legge sulle unioni civili, dell’economista  Pietro Ichino, di Laura Puppato, di Stefania Pezzopane, di Luigi Manconi tutti appartenenti al Pd.  Unico esponente del centrodestra l’ex ministro di Forza Italia Antonio Martino, anche lui da sempre in prima linea nelle battaglie libertarie e liberiste in netta controtendenza, per non dire in antitesi, all'orientamento prevalente nel centrodestra sul tema dei diritti civili.
La cannabis 'di stato' si avvicina: chi l'ha proposta in Parlamento?
Per molti si tratterebbe di un primo passo verso la legalizzazione delle droghe leggere, battaglia cara a Marco Pannella e all'universo Radicale che ha visto però sempre sensibili liberali, socialisti e forze della sinistra. 
Per ora certamente ottenere la depenalizzazione del reato anche se con tutte le limitazioni del caso per Delle Vedova e company è sicuramente un risultato importante e per certi versi storico. 

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