Monsignor Galantino apre la settimana delle unioni civili (ma tra i dem è scontro)

16 gennaio 2016 ore 7:00, intelligo
E’ il segretario generale della Cei, monsignor Galantino ad aprire una settimana molto all’insegna delle “unioni”, ma poco “civili”. Il baillame, infatti, tiene banco per sette giorni, con tanto di elenco dei senatori dem “cattivi” additati dagli ambienti gay come anti-ddl Cirinnà. Il voto in Aula slitta al 28 febbraio e in mezzo c’è il tentativo - faticoso - di una mediazione tutta interna alla maggioranza di governo: anzitutto dentro il Pd dove l’ala cattolica dà segni di insofferenza e sarebbe pronta a presentare un emendamento sostitutivo della stepchild adoption, passaggio indigeribile anche dai cattodem più ortodossi. Poi c’è la mediazione tra alleati e in particolare con Ncd dove non tutti sono pronti ad accogliere quello che Renzi vorrebbe, come del resto proprio ieri ha confermato col suo “avanti con le adozioni”. Eppoi c’è il versante opposto: il fronte anti-ddl Cirinnà che il 30 gennaio si materializzerà nella manifestazione (obiettivo 2 milioni in piazza) a Roma convocata dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”, esattamente nel solco di quella che è stata piazza San Giovanni, a giugno. 

“Nessuna mediazione, noi vogliamo il ritiro in toto di una legge violenta”, tuona su Intelligonews Mario Adinolfi, direttore de La Croce e membro del Comitato promotore del Family Day, versione 2016. Il riferimento corre all’ipotesi di un emendamento al quale starebbero pensando 35 senatori catto-dem perplessi sulla stepchild adoption e più propensi a proporre in alternativa, la formula dell’affido rafforzato. Tra i mediatori dentro il Pd, il senatore Francesco Russo lavora all’obiettivo di “creare le condizioni per una convergenza più ampia possibile, su un punto di mediazione”. E a Intelligonews spiega le ragioni, criticando e non poco, l’iniziativa del portale Gay.it. Dal versante pro-Family Day , è Massimo Gandolfini, presidente del Comitato a lanciare la mobilitazione di piazza, mentre il segretario generale della Cei, monsignor Galantino conferma l’apertura alle unioni civili e lo stop alle adozioni gay, ma sulla piazza del 30 gennaio inaugura, come ha scritto nel suo editoriale il direttore di Intelligonews Fabio Torriero, la “libertà di coscienza per i vescovi”. E in tema di libertà di coscienza, dal vertice di Berlusconi coi suoi esce la linea di Forza Italia sul ddl Cirinnà: no ma con libertà di coscienza. 

Sulla posizione espressa dal numero 2 della Cei, Mario Adinolfi osserva che “ora i laici non hanno più l’alibi dei vescovi”, mentre dai ranghi forzisti il senatore Lucio Malan sottolinea che “la battaglia va oltre la Cei”. Il collega e vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri riafferma la prevalenza dei cattolici sui laici all’interno del partito, oltre a stigmatizzare le parole di Galantino. Posizioni non proprio collimanti con quella di Alessandro Cecchi Paone, giornalista e scrittore che di Berlusconi è consigliere politico in tema di diritti civili: si definisce "entusiasta delle dichiarazioni di Galantino" e sostiene che "la sua proposta di mediazione taglia le ali ai fondamentalisti religiosi".
Dalla galassia gay, il presidente di Equality Aurelio Mancuso apprezza le parole di Galantino con le quali “per la prima volta la Cei dice sì alle unioni civili. Una rivoluzione rispetto a Wojtyla e Ratzinger”. 

A fine settimana arriva l’annuncio ufficiale: 30 gennaio a Roma. Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia in piazza ci sarà “una marea umana”, mentre l’intellettuale e scrittore Marcello Veneziani calibra l’analisi sull’importanza di “un movimento di popolo che rappresenta la contrapposizione tra realtà e istituzioni”. E il filosofo Diego Fusaro considera lo stesso popolo “una forma di resistenza … contro i nuovi nazismi”. Ma siamo solo all’inizio…

LuBi

autore / intelligo
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