L'Ebola torna a far paura: ma quale fine epidemia, donna morta in Sierra Leone

16 gennaio 2016 ore 10:10, Americo Mascarucci
Ma l’Ebola non era stata sconfitta? L’allarme non era cessato? 
Così almeno aveva dichiarato l’Organizzazione mondiale della Sanità con riferimento al versante occidentale del Continente africano definito completamente libero dalla patologia. Ecco invece che secondo alcune indiscrezioni, una donna residente nella città di Magburaka, in Sierra Leone, nel distretto di Tonkolili, vicino al confine con la Guinea sarebbe morta già da qualche giorno.
Le analisi effettuate sulla giovane donna morta nel nord della Sierra Leone hanno dato esito positivo circa la presenza del virus letale.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha riferito che, nonostante i paesi interessati siano stati dichiarati ormai fuori pericolo per quanto riguarda la trasmissione del virus, ci potrebbero ancora essere dei casi di contagio nel corso del 2016 pur in previsione di un calo graduale. 
Intanto l'Unicef denuncia come i bambini siano stati i soggetti che più di tutti hanno sofferto le conseguenze dell'epidemia.
"Più' di 22mila bambini - denuncia l'Unicef - hanno perso almeno un genitore nei Paesi più colpiti. I bambini hanno sofferto molto. Appena ci si rendeva conto che c'era un malato in famiglia, i bambini venivano stigmatizzati automaticamente: i vicini, i figli dei vicini che fino a quel momento giocavano con loro, andavano a scuola con loro, venivano bloccati dai loro genitori". 
La Sierra Leone era stata dichiarata libera dell’Ebola lo scorso 7 novembre e soltanto ieri l’Oms aveva certificato la fine dell’epidemia in Liberia e di conseguenza nell’intera regione. 
Il primo caso di Ebola risale al dicembre del 2013 e fu scoperto in un villaggio della Guinea del Sud. Da qui il virus si è diffuso rapidamente nei territori vicini, e successivamente anche in Nigeria e Mali. Anche i Paesi occidentali sono stati colpiti, tra cui Italia, la Spagna e gli Stati Uniti. Delle quasi 30mila persone contagiate ne sono morte 11mila 300.
Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità avvertono. "Il lavoro non è finito. Dobbiamo continuare a rimanere vigili - hanno spiegato - Questi paesi restano ad alto rischio di ulteriori piccoli focolai di Ebola, perché il virus può rimanere nello sperma di un piccolo numero di sopravvissuti maschi per un periodo di tempo fino ad un anno, e in rari casi, può essere trasmessa al partner".
Insomma dire che si è fuori pericolo a questo punto è a dir poco azzardato e la nuova vittima sembrerebbe confermarlo. 



caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]