Iodio salva-tiroide: sì a pesce azzurro, attenti a spinaci e cavoli

16 giugno 2015, Marta Moriconi
Problemi alla tiroide? Il rimedio è anche nello iodio, soprattutto in Italia. Per informare al meglio su come combattere i problemi legati agli ormoni tiroidei c'è la nuova campagna della Società italiana di endocrinologia
Iodio salva-tiroide: sì a pesce azzurro, attenti a spinaci e cavoli
e diabetologia pediatrica (Siedp) che già dal 2014 a maggio 2015  ha portato avanti il progetto PICCIP (“Progetto Italiano Contro Carenza Iodio in Pediatria”) educando gratuitamente i bambini in alcune scuole primarie, dell’infanzia ed asili nido a Genova, Torino, Milano, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Potenza e Cagliari.

L'informazione ora è concentrata sull'importanza dello iodio appunto, e coinvolge un milione di bambini in 3.500 scuole per insegnargli ad assumere la giusta quantità nel periodo giusto. 

I suggerimenti sono pratici, e riguardano anche l'indicazione di alcuni prodotti come lo yogurt biologico, i mirtilli rossi, i fagioli, le alghe, il pesce, oltre al sale iodato. Lo slogan è: “Consigli per una tavola salutista” contro l’ingrossamento della tiroide, i deficit intellettivi e il gozzo che certi sbalzi possono provocare.

“Meno di 100 grammi di merluzzo forniscono ad esempio 99 microgrammi di iodio (il 66% del fabbisogno giornaliero). Un’altra grande fonte sono il salmone (non d’allevamento) o il branzino. Da prediligere, in generale, il pesce azzurro (come sgombro e alici) e i pesci piccoli. Quelli grandi come tonno e spada, infatti, possono contenere mercurio e sono sconsigliati nell’infanzia. Importanti anche i crostacei e molluschi come calamari e polpi, privi di spine e del classico odore di pesce che a volte scoraggia i bambini”.

Ma non servono a combattere la carenza di iodio gli spinaci, soia, cavoli e broccoli oltre che con pinoli che bloccano la corretta assunzione dell’elemento. 

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