Migranti, Marzano (Pd): "Conosco la Francia, non arretrerà di un passo. Io ho visto solo il Renzi 1..."

16 giugno 2015, Lucia Bigozzi
Migranti, Marzano (Pd): 'Conosco la Francia, non arretrerà di un passo. Io ho visto solo il Renzi 1...'
“La Francia non arretrerà di un passo sui migranti; se l’Italia pensa al passo indietro di Hollande sbaglia di grosso. Renzi deve andare in Europa e non muoversi di là fino a quando non esce la soluzione”. Michela Marzano, parlamentare dem conosce molto bene le dinamiche francese da docente universitaria con la cattedra a Parigi. Nei giorni degli eritrei sugli scogli e delle frontiere francesi off limits a Ventimiglia, nella conversazione con Intelligonews spiega cosa succede all’Elisero e cosa dovrebbe fare Renzi, in versione 1 e 2 …

Lei che conosce bene le dinamiche francesi come legge il duello Hollande-Renzi sui migranti? 

«Adesso da parte della Francia è un problema di protezione del territorio. La Francia non sopporta più il fatto che i migranti sbarcano in Italia e poi attraverso il nostro Paese di dirigono in Francia. Secondo me la questione francese va letta in una doppia chiave: da un lato dietro la decisione di chiudere le frontiere c’è il problema del timore di una radicalizzazione di un certo Islam, prova ne sono i recenti attentati a Parigi; dall’altro c’è il dato che il Front National sta aumentando i propri consensi, un po’ come accade con la Lega in Italia, su temi quali, appunto, la lotta contro clandestini ma anche contro un certo mondo musulmano radicale. Di qui il tentativo del governo francese di contenere l’avanzata della Le Pen applicando in maniera più efficace la linea della fermezza. E l’atto di chiudere le frontiere ne è la diretta e concreta conseguenza».

Sì ma i gloriosi egalitè, libertè, fraternitè dove sono finiti se poi all’Italia la Francia socialista dice ‘i migranti tienili te’?

«E’ esattamente questo il problema. A gennaio abbiamo visto le grandi manifestazioni a Parigi dove si è detto anche con enfasi ‘combattiamo tutti insieme i radicalismi, tutti uniti in Europa…’, poi quando si tratta di essere realmente solidali si arriva a chiudere le frontiere. E’ un problema che gli stessi socialisti francesi non riescono a gestire bene, anche perché all’interno del partito socialista ci sono due anime che si contendono la linea: da un lato c’è l’anima rappresentata da Hollande e Valls che spingono per la fermezza e dicono ‘noi ci dobbiamo proteggere come nazione’; dall’altra c’è l’anima più di sinistra che invece, contesta che con queste posizioni si sta andando contro i principi stessi del socialismo. In questo momento prevale la linea Hollande-Valls e se l’Italia pensa che la Francia torni indietro si sbaglia di grosso: la Francia non arretrerà. Quindi, o viene presa una decisione a livello europeo che impone a tutti gli Stati membri di prendere quote di migranti, oppure il problema resterà solo italiano. Ma la Francia non farà alcun passo indietro»

A proposito di problema solo italiano: Renzi ha detto che l’Italia lo gestirà da sola. E’ il Renzi 1 o 2? Lei ha capito quale versione intendesse il premier sull’emergenza migranti?

«No e credo che non lo sappia neanche lui e che non lo sappia nessuno perché si tratta di un problema complesso. Noi in Italia siamo stretti in un dilemma: da un lato non possiamo far morire queste persone in mezzo al mare, quindi dobbiamo salvarle e portarle sulle nostre coste; dall’altro la domanda è: dove le mettiamo? Secondo me l’unica strada possibile a livello nazionale sarebbe quella di mettere attorno a un tavolo personalità che conoscono il fenomeno immigrazione, penso ad esperti italiani e internazionali insieme ai quali riflettere e confrontarsi, e insieme individuare una soluzione, studiare un piano fattibile. Io non so se c’è un piano B di Renzi e se c’è francamente non ho capito quale sia. Spero che il premier coinvolga nella riflessione, persone che il problema lo conoscono e possono aiutarlo a uscire da un dilemma che definirei politico, morale ed etico».

In che senso?

«E’ proprio questa la complessità della situazione: da un lato c’è una questione morale per cui non si può che dire ai migranti ‘venite, vi accogliamo’; da un punto di vista politico con il ‘fenomeno’ Salvini che avanza e una certa ostilità diffusa nel popolo italiano è necessario muoversi con equilibrio. In questo momento, la politica sembra in contraddizione con la morale»

Cosa suggerirebbe in concreto a Renzi?

«Di riproporre la questione migranti in Europa e non muoversi di là finchè non si trova una soluzione. Anche perché ora come non mai si misura l’utilità dell’Europa da un punto di vista politico. L’Italia non può fare da sola; l’unica soluzione politica è portare la questione come punto centrale e nodale in Europa e non muoversi fino a quando non si trova una soluzione ragionevole, mettendo in conto anche il rischio che si possa sfasciare tutto. Non può esistere che le regole economiche sono uguali per tutti e poi su temi delicati come la gestione dell’emergenza migranti ciascuno vuole fare come gli pare»

Tornando al Renzi 1 che idea si è fatta? Qual è il Renzi 1, il rottamatore? Quindi basta mediazioni con tutti?

«Non lo so anche perché io non ho trovato una grande differenza tra il Renzi 1 e 2: per me è sempre stato il Renzi 1… Francamente non so cosa significhi questa definizione: se Renzi 1 è quello della scalata al potere, beh quando uno il potere ce lo ha già deve gestirlo. Attendiamo che ce lo spieghi lui…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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