Sgomberi a Ventimiglia, la polveriera che divide la politica

16 giugno 2015, intelligo
Sgomberi a Ventimiglia, la polveriera che divide la politica
 Una polveriera: da nord a sud. A Ventimiglia migranti sugli scogli da trasferire nelle tendopoli della Croce Rossa, a Roma la politica resta appesa tra un botta e risposta con la Francia e il cosa fare in Europa.

TENSIONE A VENTIMIGLIA. È iniziato stamani lo sgombero dei migranti che da giorni stazionano davanti alla frontiera italo-francese di ponte San Ludovico a Ventimiglia, bloccati dalla gendarmeria francese che impedisce l’ingresso in Francia, di fatto, chiudendo le frontiere. I migranti sono stati trasportati a bordo di automezzi della Croce Rossa alla stazione ferroviaria dove è stato messo in piedi un servizio di prima accoglienza. Ma non tutti hanno accettato di abbandonare gli scogli. Le operazioni di sgombero sono iniziate intorno alle 7.30 di questa mattina. Le forze dell'ordine hanno prima sgomberato i migranti che dormivano nelle aiuole nei pressi di ponte San Ludovico, poi quelli accampati da alcuni giorni sugli scogli. Non sono mancati momenti di tensione perché alcuni stranieri che rifiutavano di trasferirsi sono stati portati via di peso.

I GOVERNATORI DA ALFANO. Mentre Renzi mette a punto il “Piano B” per fronteggiare un’Europa che non vuole sentire, Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni usa parole di fuoco sulla Francia che definisce “spudorata”. Per lui l’unica via possibile è “sostenere la battaglia del governo in Europa perché l'Europa faccia la propria parte e non ci sia questo atteggiamento di spudoratezza da parte da alcuni Stati, come la Francia”. 

Chiamparino lo dice alla vigilia del vertice con il ministro dell’Interno per fare il punto sul piano del Viminale, già approvato dalla maggiorparte delle Regioni tranne Veneto, Liguria e Valle d’Aosta. La via europea è quella che rilancia lo stesso Angelino Alfano in vista del Consiglio europeo in agenda tra dieci giorni, ultima tappa, passaggio definitivo sulla ripartizione per quote dei migranti fra gli Stati membri. Partecipando al Consiglio Ue Affari Interni a Lussemburgo incentrato sulla gestione dell’immigrazione, Angelino Alfano dice: “L’Europa faccia l’Europa” perché occorre “evitare la bancarotta dell'Europa” e “in ballo c'è il diritto alla libera circolazione dei cittadini”. 

POLITICI DIVISI. Pragmatica l’europarlamentare forzista Lara Comi che suggerisce a Renzi il cosa fare con Bruxelles. “Per fronteggiare con realismo e concretezza l'emergenza immigrazione c'è solo una soluzione da mettere in campo per richiamare al senso di responsabilità i Paesi dell'Unione europea 'ribelli': tagliare i fondi strutturali e di coesione a chi non accetta le quote obbligatorie per l'accoglienza dei migranti”. Dal versante leghista Matteo Salvini affida a un tweet il suo pensiero di giornata: “Chi scappa dalla guerra è mio fratello, e non sta su uno scoglio. Gli altri, li riportiamo da dove sono venuti”. Il parlamentare di Alleanza Popolare Aldo Di Biagio “per evitare il tracollo sociale, l'Italia dovrebbe agire in maniera rigorosa bypassando anche l'Europa, se necessario, e muovendosi in autonomia con un programma di azione che miri a bilaterali con i Paesi di provenienza e di transito dei migranti e quindi bloccando i flussi all'origine”. 

L’ESODO NON SI FERMA. E se tra Roma e Parigi è scontro con l’Europa che per ora sta a guardare, oggi pomeriggio nel porto di Reggio Calabria, arriva una nave militare tedesca con a bordo 544 migranti: 335 uomini, 148 donne e 61 minori, tra i quali anche ragazzi non accompagnati. Una parte dei migranti sarà ospitata in Calabria mentre i restanti saranno trasferiti in strutture in base al Piano di riparto predisposto dal Ministero dell’Interno. Ai 544 migranti in arrivo sulle coste italiane, si aggiungono i 467 già arrivati al porto di Catania a bordo di una nave irlandese che li ha soccorsi nel Canale di Sicilia. 

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