Imu e Tasi: last minute, è il “Tax Day”. Cosa fare fuori tempo

16 giugno 2016 ore 21:36, Luca Lippi
Oggi, prima di uscire di casa, avreste dovuto controllare di aver preso tutto, soprattutto l’F24 necessario per pagare le tasse, e si perché domani è tardi, oggi è il “Tax Day”.
Imu e Tasi: pagano la prima rata di Imu e Tasi tutti i possessori di prime case accatastate con le sigle A1, A8 e A9, tutti, ma proprio tutti i possessori di seconde case, e sono esentati dal pagamento solamente i possessori di prima casa con l’immobile accatastato a sigle differenti da quelle prima elencate. Non pagano Imu e Tasi anche i proprietari di abitazioni in qualche modo equiparate alla prima casa. Quindi gli anziani che vivono in case di riposo, l’ex coniuge separato o divorziato che ha ricevuto dal giudice l’attribuzione dell’immobile piuttosto che le abitazioni di cittadini italiani residenti all’estero, ma solo per un’unica unità immobiliare.
Imu e Tasi terreni agricoli: l’esenzione riguarda anche i terreni agricoli e quelli incolti, purché questi ultimi di proprietà di agricoltori e coltivatori, le abitazioni del personale del comparto sicurezza, gli alloggi sociali, i terreni montani o ubicati nelle piccole isole, gli immobili pubblici adibiti ad attività istituzionali, quelli religiosi, i fabbricati di interesse storico e artistico ma anche stazioni, chioschi e distributori di carburante.
Sconto su Imu e Tasi: chi concede in comodato d’uso la propria abitazione a parenti di primo grado (genitori e figli) da quest’anno ha uno sconto su Imu-Tasi del 50%. Inoltre, l’inquilino che abita in una prima casa non dovrà versare la sua quota di pertinenza della Tasi. Quota che dovrà invece essere pagata dal proprietario della casa. Se il contratto d’affitto rientra nei canoni concordati, il proprietario ha diritto ha uno sconto sull’imposta del 25%.
Le aliquote: le due imposte, complessivamente, non possono superare il 10,6 per mille e vengono calcolate sulla rendita catastale rivalutata.  I Comuni quest’anno non potevano decidere aumenti e la super aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille può essere applicata solo se decisa l’anno scorso e nel caso fosse stata prevista sulle prime case, oggi esenti, non poteva essere applicata alle seconde.
Sanzioni: se dimenticate di pagare, o lasciate a casa l’F24, scattano le sanzioni che quest’anno sono state ridotte. Entro il 14esimo giorno di ritardato pagamento le sanzioni sono pari allo 0,1% al giorno, fino al 30simo giorno di ritardo scatta un 1,5% in più fisso, che sale all’1,67% e poi al 3,75% se si paga rispettivamente entro 90 giorni o entro l’anno.

Imu e Tasi: last minute, è il “Tax Day”. Cosa fare fuori tempo

Quindi oggi entrano nelle tasche dei comuni 10,2 miliardi di euro (rappresentano il 50% da versare oggi, il saldo sarà per Dicembre) cui si aggiungono 8 miliardi di euro che è il corrispettivo della Tari (tassa sui rifiuti). Nessuno spavento per chi ha ricevuto la lettera di pagamento della tassa sui rifiuti da versare entro il primo luglio, sicuramente il comune ha disposto di riscuotere la tassa a rate (generalmente due o quattro rate).
Poi c’è da pagare Irpef, Ires, Irap e Iva collegati al modello Unico 2016 sui redditi dello scorso anno, ma la scadenza del pagamento del saldo è stata prorogata da oggi al 6 luglio per tutti coloro che rientrano negli studi di settore, i rimanenti provvedono al versamento dietro presentazione del 730. Quella dell’acconto è slittata al 22 agosto.
Con i versamenti che sarebbero dovuti cadere oggi ma che sono stati spostati al 7 luglio e al 22 agosto la Cgia di Mestre rileva che il fiume di tasse che transita dalle tasche di imprese e cittadini nelle casse di stato ed enti locali è calcolato in complessivi 51,6 miliardi di euro.
Poi Paolo Zabeo della Cgia di Mestre dice: “Oltre a ridurre il carico fiscale bisogna assolutamente sfoltire questa giungla normativa, per consentire ai piccoli imprenditori di liberarsi da una burocrazia diventata eccessiva e costosa. I più penalizzati da questa situazione sono proprio le micro imprese e i lavoratori autonomi”.
In conclusione, appena il 3 giugno scorso abbiamo festeggiato il “Tax Freedom Day” che è il primo giorno (dopo 5 mesi da inizio anno) in cui i contribuenti iniziano a guadagnare per sé e le proprie famiglie, tecnicamente il giorno di liberazione dalle tasse, che dobbiamo ripiombare nell’incubo.
Attenzione, perché come tutte le cose grandi che si notano, queste nascondono un problema assai più grande che quotidianamente ci vessa, calcolate che ogni giorno su tutto quello che spendiamo paghiamo l’Iva, sulla benzina e le sigarette paghiamo quotidianamente le accise, senza calcolare tutti quei servizi che dovrebbero essere forniti dallo stato e che invece siamo costretti a pagare privatamente per inaccessibilità. E poi la burocrazia, e i bolli, e la “beneficienza” … provate a fare il conto di quello che spendete quotidianamente in queste gabelle continue, il tax day è solo la punta dell’iceberg. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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