Genitori Regeni: "Ue isoli Egitto, Paese non amico". Pronte 266 foto di Giulio

16 giugno 2016 ore 9:55, Andrea De Angelis
Il dolore non passa con il passare del tempo se la verità non è compagna di quest'ultimo. Se si ha la sensazione di essere, seppur lentamente, quasi in modo impercettibile, lasciati sempre più soli. Così le parole pronunciate ieri nel cuore del vecchio continente devono arrivare ben al di là di quelle mura, dei confini nazionali e appunto continentali. Superare il Mediterraneo, cimitero di migranti, per giungere fino in Africa. In quel Paese che ora loro dicono "non essere amico". 

"Sappiamo che c'è un nuovo ambasciatore, non si capisce quando andrà - ha detto Paola, che più tardi ha chiesto che Cantini resti a casa -. Tutti mi chiedono cosa fa il governo, cosa fa l'Unione europea io dico: basta commemorazioni, ora azioni". La madre di Giulio, che ha detto di sentire solo il vuoto da parte delle autorità italiane, ha esortato a non abbandonare l'attenzione sulla vicenda del figlio: "Abbiamo una documentazione di 266 foto, non vorremmo mostrarle mai". I Regeni hanno detto che sono in possesso anche di 225 pagine di relazione sull'autopsia.

Genitori Regeni: 'Ue isoli Egitto, Paese non amico'. Pronte 266 foto di Giulio
"Giulio non era andato in guerra. Era andato a fare ricerca e l'hanno torturato e ucciso". Lo aveva detto a fine marzo la signora Paola Regeni, madre di Giulio, nella conferenza stampa a palazzo Madama con il marito Claudio. La madre ha poi sostenuto che le autorità egiziane pensano di cavarsela dicendo che l'omicidio è stato un caso isolato: "Forse per quanto riguarda gli italiani, ma non per gli egiziani. Giulio era un cittadino italiano, un cittadino del mondo. L'ho potuto riconoscere solo vedendo la punta del naso", ha riferito, a proposito del primo momento in cui ha potuto vedere il corpo devastato del figlio. "Il viso di Giulio era diventato piccolo, piccolo, piccolo. Io e Claudio l'abbiamo baciato e accarezzato. Non vi dico cosa hanno fatto a quel viso. Ho pensato che tutto il male del mondo si fosse riversato su di lui", ha detto la madre di Giulio. "Non ho pianto - ha aggiunto - eppure io piango. Ma mi sbloccherò solo quando saprò cosa è successo davvero a mio figlio". 
E nel cassetto restano, appunto, le foto di Giulio. Quelle che potrebbero indignare ancora di più, rendere la situazione maggiormente esplosiva. Specie se, come qualcuno teme, nel cassetto rischia di finire il dolore, la rabbia e soprattutto l'indignazione per quanto successo al giovane studioso italiano. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]