BALLOTTAGGI, Conviene ai grillini resuscitare il vecchio centro-destra (e Salvini)?

16 giugno 2016 ore 14:19, Fabio Torriero
Dietro una realtà ce n’è sempre un’altra. E la realtà non è mai ciò che sembra, soprattutto in politica. E’ un po’ come le porte girevoli. Belle esteticamente, solo che quasi sempre a rimetterci è l’Italia. 
Tutto il dibattito in vista dei ballottaggi di domenica 19 si è concentrato sui “voti esterni” da elargire, per condizionare le scelte, facilitare le vittorie e prepararsi ai futuri scenari. Ad esempio, Matteo Salvini ha annunciato urbi et orbi il suo appoggio furbesco ai 5 Stelle (a Roma, optando per la Raggi e a Torino, per l’Appendino), annuncio raccolto nella sostanza da Di Maio (“ci interessano i voti dei cittadini leghisti, non ci interessa lui”): un modo, infatti, altrettanto furbesco di accogliere e non scomunicare. Le ragioni addotte da Salvini? Poter rimarcare e accentuare l’anti-renzismo, la mistica della legalità, la protesta contro la Ue e l’eventuale uscita dall’euro (Grillo in passato, ha promesso un referendum sull’argomento). Punti che, secondo il leader del Carroccio, dovrebbero fare da base per un’alleanza futura più consistente.

Ma questo corteggiamento è al vetriolo per tante ragioni:
1) Salvini omette che sull’immigrazione e sui temi etici Lega e  5 Stelle sono agli antipodi;

2) L’eventuale appoggio elettorale non sarebbe, poi, così redditizio: a Roma la sua lista ha preso il 2,7%, a Torino il 5,7%;

3) Ma ecco la trappola: se la Lega converge sui grillini, vuol dire che i grillini (il vero obiettivo), dovrebbero specularmente convergere sui candidati-sindaci leghisti di domenica, ossia la Borgonzoni a Bologna e Parisi a Milano.

La domanda che un pentastellato dovrebbe farsi è questa: conviene resuscitare il cadavere del centro-destra, guidato da morti viventi (leader fallimentari), che a Roma si sono suicidati da soli e a Milano sopravvivono a patto di stare tutti insieme appassionatamente, come una specie di Armata Brancaleone, con dentro il diavolo e l’acqua santa (moderati, centristi, destristi, leghisti etc)? 
L’odio verso Renzi può spingere un grillino fino al punto di ritrovarsi il centro-destra di sempre, magari ringalluzzito e competitivo alle prossime politiche; capace, in omaggio alle regole dell’Italicum, di sostituire proprio i Maio, i Di Battista e soci, nella probabile alternanza di governo, che verrà sancita nei ballottaggi, se nessun partito avrà raggiunto la quota indicata per il premio di maggioranza? In soldoni, farsi sfilare la poltrona da sotto il sedere?

Non sarebbe meglio, piuttosto, “asciugare” il voto leghista piuttosto che farsi asciugare?
Attenti Di Maio, Di Battista e Raggi, potreste combattere per il re di Prussia: la vostra guerra a Matteo Renzi potrebbe vincerla un altro Matteo…

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