Per Europa "Daesh distrutto in un anno". Non i foreign fighters

16 giugno 2016 ore 17:10, Americo Mascarucci
"Si prevede che entro un anno Daesh in Siria e Iraq sia del tutto distrutta"
Lo ha previsto Gilles De Kerchove coordinatore europeo anti-terrorismo convinto che, grazie all’azione dell’alleanza, lo Stato islamico in Medioriente sarà in poco tempo sconfitto.
L'ottimistica previsione è stata espressa durante la sessione plenaria del comitato delle regioni dell’Unione Europea a Bruxelles, sottolineando che "I fighters europei torneranno e noi dobbiamo essere pronti a gestirli"
La sconfitta territoriale di Daesh non sarà infatti una vittoria totale, aprirà infatti un altro fronte, quello interno.
Altissima sarà l’attenzione a quei foreign fighters che torneranno nei rispettivi paesi, addestrati e pronti a compiere attentati nel nome del califfato nero.
"Spesso alla base della storia dei foreign fighters c’è un insuccesso  ma anche un eccesso di testosterone. La radicalizzazione dà loro un riconoscimento, gli assegna un ruolo" ha dichiarato De Kerchove per spiegare le ragioni del successo della propaganda dell'Isis in Occidente.
Il protagonismo delle donne assicurato dallo Stato islamico è un'altra chiave per spiegare le ragioni di questo successo nel reclutare combattenti donna della jihad. "Sono sempre di più quelle che abbandonano l’Europa per unirsi ad al-Nusra e Daesh, e questo è preoccupante". 
Nelle scorse ore anche il presidente Usa Barack Obama ha parlato dei passi avanti registrati ultimamente dalla coalizione internazionale nella lotta allo Stato islamico. 

Per Europa 'Daesh distrutto in un anno'. Non i foreign fighters
Intanto la Commissione d’inchiesta dell’Onu sulla Siria chiede al Consiglio di Sicurezza "di prendere in seria considerazione piani di salvataggio degli yazidi". 
Oltre 3.200 donne e bambini sarebbero in mano all’Isis, la maggior parte in Siria, dove le donne e le ragazze yazidi sono vittime di schiavitù sessuale e di torture.
La Commissione ha documentato inoltre atrocità inimmaginabili perpetrate contro la comunità religiosa degli yazidi in particolare, considerata infedele dall’Isis.

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