Malan (Pdl): «Repubblica e Renzi i piromani: contro Alfano perché contro il governo»

16 luglio 2013 ore 12:19, Marta Moriconi
Malan (Pdl): «Repubblica e Renzi i piromani: contro Alfano perché contro il governo»
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Repubblica e Renzi: contro Alfano perché contro il governo». Così Lucio Malan, questore del Senato per il Pdl, sintetizza la sua opinione sul caso kazako che sta facendo tremare il governo e alzando la polemica sulle dimissioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Tutta colpa insomma di Matteo Renzi, «che vuole far cadere il governo delle intese ed è sempre meno credibile come moderato». E del quotidiano La Repubblica «che agisce come cabina di regia del centrosinistra sia politico che di quello esistente nei vari apparati dello Stato». Giallo kazako, il Pdl difende Alfano: no alle dimissioni. Ma ci sono due mozioni di sfiducia di M5S e Sel al ministero dell’Interno, che è anche il vice premier del governo Letta. Qual è la sua opinione e quella del suo partito? «La mia e la nostra totale solidarietà va al ministro Alfano, oggetto di un attacco fatto in parte per cattiva informazione e in parte con secondi fini. Cattiva informazione perché ci si ostina a voler credere alla prima versione de La Repubblica, senza porre la minima attenzione a quanto emerso in seguito. I secondi fini sono rappresentati dal disegno dell’asse Repubblica-Renzi. E Renzi, proprio perché vuole far cadere il governo delle intese, è sempre meno credibile come moderato». C’è un rischio reale di caduta del governo su questo punto? «Da parte nostra no. E’ chiaro semmai che se una parte dell’attuale maggioranza votasse contro Alfano, se ne assumerebbe tutta la responsabilità. Francamente penso e mi auguro di no». Caso Kyenge.  Calderoli ha chiesto scusa al ministro. Tutto finito? «Le parole di Calderoli sono, senza dubbio, inqualificabili. Però c’è un certo strabismo nel criticare solo queste parole e non i mille insulti ad esponenti del centrodestra, che pure ci sono. A cominciare da Berlusconi, sotto attacco per esempio del leader del M5S che insiste ad usare per lui l’epiteto di psiconano, insistendo su una qualità fisica. Nessuno si scandalizza però». Parliamo delle “ minacciate ritorsioni” di Letta sull’Expo. Maroni sotto minaccia, è giusto? «Le ritorsioni sono state maliziosamente attribuite al presidente del consiglio, perché non posso credere che un governo tolga il sostegno ad una manifestazione importante come l’Expo per una questione che non lo riguarda. Calderoli può dire ciò che vuole, anche di sbagliato, che non toglie e aggiunge nulla all’Expo». F35. L'accordo è stato raggiunto.   «L’accordo già raggiunto alla Camera era una buona soluzione. Non possiamo pensare di non avere una difesa efficiente, perché non siamo in un mondo pacifico e di pacifisti. Ci sono potenze sul versante arabo del Mediterraneo che fibrillano e non possiamo essere un Paese senza protezione. L’idea di abbassare il numero dei  cacciabombardieri è una cosa ben fatta. E non va dimenticato che è stata approvata da pochi mesi la riforma dello strumento militare, che permetterà di risparmiare parecchi miliardi senza danneggiare, però, l’efficienza delle forze armate. Dico solo questo per farmi capire: a me piacerebbe far a meno di spendere i soldi per gli allarmi di casa, ma siamo in un mondo di ladri». Finanziamento pubblico ai partiti. Renzi chiede di abolire il finanziamento o il governo perde la faccia. E’ d’accordo o cosa gli risponde? «Renzi usa tutti i pretesti per far cadere questo governo che ha già approvato il disegno di legge che abolisce il finanziamento pubblico. L’azzeramento immediato, poi, non ha alcun peso dal punto di vista del bilancio, perché parliamo di un decimillesimo della spesa pubblica che andrebbe a zero nel giro di tre anni. Renzi aspira a cancellare il Pd distruggendone la struttura, ma evidentemente non gli interessa che nel Pd migliaia di posti di lavoro sparirebbero dall’oggi al domani. Se, al contrario, si dà il tempo di sistemare le cose, si possono trovare sistemi di finanziamento alternativi. I fini di Renzi li ritengo semplicemente strumentali, ma dimentica che ci sono dei dipendenti che hanno famiglie e mutui da pagare». Questo governo dura o non dura? «Il nostro intento è quello di farlo durare, tanto più quando vediamo chi vuole farlo cadere: la cordata del sindaco di Firenze - che si occupa di tutto tranne che della sua città - e del quotidiano Repubblica - che da tempo agisce come cabina di regia del centrosinistra sia politico che di quello esistente nei vari apparati dello Stato».
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