I Conte non tornano: le ragioni azzurre dell'addio e l'arrivo di Allegri

16 luglio 2014 ore 12:33, Andrea De Angelis
La notizia, inattesa, è arrivata ieri sera alle 20. Ora renziana, per intenderci, di quelle che ti mandano subito nei titoli del tg. O quasi. L'intento, ovviamente, non era questo, o forse sì. Perché qualche sassolino dalla scarpa Antonio Conte se l'è voluto pur togliere, lanciando chiarissimo il messaggio già nei giorni scorsi: "Non si può andare a un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca". I soldi nelle casse bianconere non erano probabilmente così pochi, ma non abbastanza per essere protagonisti in Europa. Almeno secondo l'allenatore che ha battuto ogni record italiano e vinto, ricordiamolo, tre scudetti consecutivi.   
I Conte non tornano: le ragioni azzurre dell'addio e l'arrivo di Allegri
  Malumori dunque, ma anche altro: il rinnovo proposto da quasi cinque milioni di euro e la promessa di investire sul mercato comprando almeno un giocatore per reparto erano sul tavolo della dirigenza torinese. Quanto basta per non far tornare i conti. Dietro l'addio c'è così, probabilmente, la vecchia, solita sazietà che colpisce più di un allenatore: accadde a Capello nel 2002, allo stesso Lippi e, più di recente, a un certo Guardiola. Si volta pagina, e se l'Antonio ex bianconero rischia di tingersi di azzurro (ora, secondo molti, è lui il favorito per il ruolo di commissario tecnico della Nazionale), è allarme rosso in casa Juventus. A poco meno di quaranta giorni dall'inizio del campionato, inizia la ricerca del successore. I nomi? Pochissimi: Mancini, Spalletti e Allegri. Gli stessi, guarda caso, che fino a ieri si accostavano alla panchina azzurra. Non c'è Prandelli, da molti designato come l'erede naturale di Conte, ma ingaggiato a tempo record dai turchi del Galatasaray. Non può esserci neanche Cannavaro, nonostante il suo nome sia stato fatto già ieri sera: esperienza zero per lui, e dopo quanto accaduto con il buon Ciro Ferrara, la volontà di fare esperimenti è minima. Un nome, dunque, su tutti: quello di Massimiliano Allegri. Contratto meno oneroso di Conte (3 milioni anzichè 5), buona esperienza in campo nazionale ed internazionale, ha l'aplomb giusto per sedere sulla panchina bianconera. Non entusiasmerà forse i tifosi, più affascinati da un Luciano Spalletti che, dopo l'ottima esperienza alla Roma e il triennio ricco di successi in Russia, ha tanta voglia di tornare in Italia. Per vincere. Agnelli però ha scelto Allegri. In barba alla tifoseria più numerosa d'Italia. Amen.  
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