Caccia, il voto in Senato. Cirinnà (Pd):"No ai richiami vivi. Pratica aberrante. Per l'Italia occasione di civiltà"

16 luglio 2014, Orietta Giorgio
Caccia, il voto in Senato. Cirinnà (Pd):'No ai richiami vivi. Pratica aberrante. Per l'Italia occasione di civiltà'
Richiami vivi: uccelli migratori in natura liberi, vengono catturati in volo da una rete e utilizzati, durante la stagione venatoria, per attirare altri uccelli appartenenti alla stessa specie. Questa mattina c’è la possibilità di cambiare la storia, si vota in Senato riguardo il Decreto n.91 approvato, dal Governo lo scorso 24 giugno, e contenente la disposizione sui richiami vivi

Una violenza nei confronti degli animali, una barbarie contro la quale numerose associazioni animaliste stanno combattendo chiedendo ai senatori di emendare il testo, con una proposta che abolisca del tutto la pratica. 

  Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia, dichiara: “I senatori possono oggi passare alla storia con un voto per l’Europa, il diritto alla migrazione, il rispetto degli animali. Non perdano questa straordinaria occasione”. 

Continua Mamone Capria: “è una grande chance, per l’Italia, di fare un passo avanti storico sulla strada della civiltà. I nostri senatori non perdano questa chance. Si iscrivano nel libro della storia dal lato buono della pagina: quello di chi ripudia la violenza sugli animali selvatici e rispetta la natura”. 

Queste le parole della senatrice Pd Monica Cirinnà: "L'Italia è messa sotto inchiesta perché da anni cattura uccelli selvatici per farne richiami vivi. Una pratica vietata dalla direttiva Uccelli. I recenti tentativi di modifica alla Camera non hanno ottenuto i risultati richiesti dalla Corte di giustizia. La Commissione europea dice che la cattura degli uccelli a fini di richiamo va esplicitamente vietata; che la legge non può prevedere deroghe strutturali, ordinarie. Le deroghe sono misure eccezionali, da prevedere solo a determinate condizioni. Inoltre l'Europa ci dice che si può fare a meno dei richiami vivi, ad esempio cacciando senza richiami (come fanno in gran parte d'Italia e d'Europa) o con richiami a bocca, o al limite con richiami di allevamento. In ogni caso, le catture vanno vietate". 

E continua: “Il Governo ha compreso questo punto e ha infatti abbandonato il testo della legge Europea prevedendo, nel decreto 91, il cosiddetto Dl competitività, un nuovo testo, che vieta la cattura, sebbene permetta ancora un ricorso generale alle deroghe e permette l'utilizzo di richiami di allevamento. Solo il divieto esplicito di cattura può evitare all'Italia la condanna dell'Europa. E non esistono reti selettive. Se dovesse essere elaborato un emendamento che apre alla possibilità strutturale di deroghe il disastro dei richiami vivi non si arresterà e forse addirittura diventerà peggiore". 

"Per questo"- conclude la Cirinnà - "io credo che l'unica soluzione possibile sia quella di attenersi rigorosamente al testo del governo. Chiedo quindi ai presidenti delle commissioni Ambiente e Industria del Senato di non produrre emendamenti peggiorativi del testo. I richiami vivi sono veramente una pratica aberrante e inaccettabile. Futile, superflua e veramente violenta nei confronti di animali selvatici che vivono viaggiando per decine di migliaia di chilometri. Io penso che l'Italia, nel semestre della sua presidenza europea, possa cogliere un'importante occasione di civiltà attesa da decenni".  
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