Chiti non si renzizza e il Senato applaude il “dissenso senza gioia”

16 luglio 2014 ore 13:52, intelligo
Chiti non si renzizza e il Senato applaude il “dissenso senza gioia”
Quasi come l’arriga di un avvocato. Una difesa appassionata del no alla riforma del Senato 2.0 quella di Vannino Chiti, senatore dem capofila dei non allineati, che in Aula ha incassato l’applauso di molti parlamentari.
Chiti ha confermato il suo “dissenso senza motivo di gioia” dal partito e avvertito che si è fissato come un “dogma” che “si è eretici in democrazia, se dice che i cittadini sono sovrani” e che perciò eleggono i propri rappresentanti. Tra i passaggi del suo intervento, il senatore dem si è domandato se per il futuro della nuova Europa sia possibile immaginare come importante il voto in generale del popolo del Vecchio Continente e meno importante quello “dei popoli nazionali”. L'avvertimento di Chiti è che “stiamo imboccando in senso contrario l'autostrada della democrazia”. Poi davanti ai cronisti ha aggiunto: “Spero che il testo cambi, perché se le riforme restano queste io non le voterò. Voterò, invece, gli emendamenti miei e altrui, e quindi propri e 'impropri', purché coincidano nel merito. Che si tratti di proposte Fi, Sel, Lega, M5S o altro”. Linea ferma che certifica il sostanziale flop della riunione serale del premier coi senatori. Dissidenti e non.
autore / intelligo
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