Scoperta sull'autismo: segnali già nel pianto neonatale

16 luglio 2015, Micaela Del Monte
Scoperta sull'autismo: segnali già nel pianto neonatale
La nuova "alleanza" tra l'Istituto superiore di sanità (Iss), che coordina il Network Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello Spettro Autistico (Nida), e la Fondazione 'I Bambini delle Fate', ha reso disponibile un contributo di 100mila euro, potrebbe fare la differenza nella cura preventiva dei bambini affetti da autismo.  

I fondi saranno investiti in Network Nida, progetto Italiano per il riconoscimento precoce dei Disturbi dello spettro autistico, che potrà per individuare i marcatori predittivi di tali disturbi già nei primi 18 mesi di vita. I ricercatori hanno già verificato alcune anomalie nel pianto e nel movimento spontaneo: da qui, se i dati saranno confermati nei campioni più ampi, si potrà attivare un monitoraggio specifico. 

In particolare è previsto lo studio e l'osservazione di alcuni indici, quali il pianto neonatale, la motricità spontanea e l'attenzione verso stimoli sociali, nel primo anno di vita di questi bambini. Le variazioni quasi impercettibili di ritmo e tono rendono il pianto una spia di un disagio molto più profondo di quello provocato dall’innocua colichetta. 

Gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) questo pianto lo hanno registrato a più riprese dalla nascita di una cinquantina di neonati, classificati ad alto rischio, con fratelli autistici. Lo hanno confrontato con altrettanti coetanei senza precedenti in famiglia (basso rischio). E hanno isolato un marcatore che ha permesso di individuare dopo poche settimane di vita, nel primo gruppo, un piccolo predestinato a sviluppare la stessa malattia dei fratelli e altri sette con neuro sviluppo anomalo. Ora si potrebbero scovare altre chiavi di accesso ad una patologia sfuggente, inspiegata. 

L’annuncio è arrivato nell’ultimo giorno di commissariamento durato un anno, governato da Walter Ricciardi, nominato presidente. Si punta a un test semplice (niente risonanza magnetica) per la diagnosi precoce dell’autismo, non oltre il terzo anno, in modo da poter intervenire presto con le terapie di correzione disponibili. 

"Vogliamo cambiare la qualità di vita di bimbi e genitori. Ci sarà un protocollo internazionale. Cerchiamo poi marcatori biologici attraverso il prelievo e l’esame genetico su saliva e urina", ha detto Maria Luisa Scattoni, ricercatrice del dipartimento di biologia cellulare e neuroscienze dell’Iss. I genitori stanno collaborando filmando il movimento dei lattanti. Fino alla nona settimana i bebè si stiracchiano, poi cominciano a sgambettare. "Già a 10 mesi si possono intravvedere alterazioni motorie che preludono a un neuro sviluppo anomalo", ha aggiunto Scattoni.
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