12,5 milioni di poveri, non è la Grecia ma la Germania...

16 luglio 2015, Luca Lippi
12,5 milioni di poveri, non è la Grecia ma la Germania...
Dai tempi della riunificazione la Germania nel 2014 ha mostrato tassi di disuguaglianza, disunità e disoccupazione sociale tra i più alti. Il sistema tedesco, inutile che cerchino di nasconderlo, sta fallendo, ed è oltremodo “ridicolo” proporlo come esempio per un’Europa armai a un passo dall’implosione.

Anche in Germania avanzano i “populismi”, bisognerebbe ricordarlo a chi ride dei Salvini e dei Grillo (specie alla schiera di Renzi-boys e Renzi-Girls che troneggiano in ogni angolo del televisore).

Doveva essere il paradiso in terra d'Europa, il luogo perfetto per chi vuole certezze, lavoro, vita e famiglia; poca burocrazia, belle scuole, sanità perfetta, un'integrazione pacifica con gli ex "straccioni" dell'est e molto sviluppo, "da loro" un operaio guadagna in media quanto un dirigente "da noi" e se lasci Napoli, Cosenza o Milano qui un impiego lo trovi sicuro, anche se il cervello decidi di lasciarlo a casa.

Baggianate simili non si sentivano neanche all’epoca del mercantilismo più sfrenato. I primi a cascarci sono stati gli americani, noti “boccaloni” deculturati che hanno addirittura creato l’acronimo di “Pigs” (maiali) per la civiltà dell’Europa mediterranea (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna).

Quale sarebbe dunque l’Europa sana? Quella calvinista tutto lavoro e fatica? E dove sarebbe?

La Germania della Merkel è scossa da scioperi e proteste, la sanità ormai si è trasferita in un’agenzia di viaggi che organizza viaggi della salute low cost in Turchia. Lo stipendio medio di un giovane al primo impiego è più basso di quello già misero percepito da uno stagista all’Expò. Poi sarebbe da svegliare nella notte la schiera di editorialisti a catena che si sono dimenticati di parlare del Germanwings!
 
Se questo è l’esempio per tutta l’Europa, allora bisogna tremare. Su 82milioni 531mila abitanti tedeschi 12,5milioni vivono in condizioni di povertà estrema e vengono classificati come poveri dall'ente nazionale di statistica. Si tratta del dato più alto mai registrato dalla riunificazione tra le due Germanie (fonte Foreing Policy)

Secondo l’istituto di statistica tedesco, si definisce povero l’individuo che ha un reddito inferiore al 60% di quello medio. Tra questi poveri, figurano anche 3,1miliioni di lavoratori regolari, mentre più di 900mila tedeschi, nel 2014, hanno rinunciato alla loro automobile, non certo perché amanti del verde o delle piste ciclabili, ma perché non se la possono più permettere (fonte Foreing Policy).

Tuttavia la preoccupazione maggiore non è nelle cifre, ma nel fatto che la forbice fra poveri e ricchi si allarga esageratamente, ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, in sostanza c’è trasferimento e concentrazione di “ricchezza” ma non nuova ricchezza!
E allora se la Germania è l’Europa, in un’Europa politica mai esistita, quella geografica si appresta a scoppiare, non certo per colpa del referendum greco, ma a causa di disparità economiche e sociali oramai ingiustificabili da qualsiasi sistema voglia ancora qualificarsi "democratico" senza sentirsi ridicolo.

Intanto Renzi “sgambetta” per l’Africa parlando di terrorismo senza accorgersi che ha la polveriera in casa come ogni premier europeo. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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