Cannabis, Giachetti: "Già esiste, ora regolamentiamola. Salvini? Sa fare solo battute"

16 luglio 2015, Andrea De Angelis
La sua firma al disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis è tra le 218 dell'intergruppo parlamentare. Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, nell'intervista a IntelligoNews ha spiegato il motivo di questa scelta, sottolineando come "il proibizionismo abbia portato solo risultati fallimentari". "Quella sulla cannabis è una iniziativa parlamentare - spiega Giachetti -, e come tale non può subire il veto di nessuna forza governativa".
Non è mancata poi una risposta a Salvini che ieri aveva criticato il disegno di legge presentato dal senatore Della Vedova: "Sa fare solo battute, un giorno che lo sentirò fare un ragionamento compiuto mi porrò il problema di analizzare quello che dice". 

Cannabis, Giachetti: 'Già esiste, ora regolamentiamola. Salvini? Sa fare solo battute'
Il giorno dopo la presentazione del disegno di legge sono già arrivate le prime critiche negative. In una nostra intervista il professor Meluzzi ha detto che in questo modo si dà un messaggio sbagliato ai giovani, sottolineando come la cannabis sia assolutamente dannosa. 

«Le critiche le conosciamo bene e da tempo, il dibattito nella società è aperto da anni e non arriva di certo oggi in Parlamento visto che, seppur con una risonanza minore, vi erano già state delle iniziative. Questo gruppo di parlamentari ha ora una posizione forte, il numero è importante (218, ndr) e credo che tutti noi dobbiamo approcciarci con la serenità di chi vuole spiegare semplicemente le proprie ragioni, mettendo da parte atti di arroganza verso coloro i quali hanno posizioni contrarie».

Come risponde?

«A coloro che si preoccupano perché sarebbe un brutto segnale rispondo che la marijuana in questo Paese già c'è. Lo dice la Direzione nazionale antimafia, lo dicono i rapporti della Polizia. Il consumo di marijuana in questo Paese è praticamente libero, con un piccolo particolare: la sua distribuzione avviene attraverso le organizzazioni criminali che ci lucrano sopra. Il nostro intento è semplicemente di regolarlo per legge, vigilando la qualità del prodotto che, attraverso i Monopoli, sarà assolutamente migliore di quella in vendita sul mercato clandestino. Non stiamo introducendo qualcosa, stiamo semplicemente regolamentando ciò che decenni di proibizionismo non hanno minimamente risolto».

Mi sta dicendo che il sospetto di uno Stato desideroso semplicemente di far cassa è smentito dall'impegno verso una maggiore sicurezza?

«Certo, ma oltre alla sicurezza in questo modo noi impediamo che migliaia di persone finiscano in galera o vengano comunque denunciate per essersi passate uno spinello. Sappiamo che nonostante la sentenza della Corte Costituzionale questo problema ancora esiste. Il fenomeno esiste, solo una certa politica ipocrita non lo vede preferendo, come al solito, che le cose accadano al buio piuttosto che alla luce del soleL'Italia arriva spesso in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, ma anche americani. Credo che il dibattito non si basa semplicemente sui desiderata di questo o di quello, ma su dati scientifici e sulla convinzione, ormai diffusa, che il proibizionismo non ha portato nulla». 

L'iniziativa è parlamentare, ma forse qualche commento da parte del Governo era lecito attenderselo. Come giudica questo silenzio?

«Il Governo fa benissimo ad essere silente su questo. Questa è una iniziativa parlamentare e trasversale che avrà il suo sviluppo senza che nessuno, si chiami Pd, Ncd o 5 Stelle, possa impedire a un'iniziativa parlamentare di andare avanti. Siamo nell'alveo dei crismi della democrazia parlamentare, ci mancherebbe solo che qualcuno ponga un veto». 

Ci sono precedenti chiari nella storia della Repubblica. 

«Certo, se avessimo impedito la formazione di una maggioranza parlamentare diversa da quella governativa non avremmo avuto ad esempio il divorzio o l'aborto. Capisco che molti sono preoccupati, partire già con 218 firme non è male, ma anche dall'altra parte, con il massimo rispetto di chi la pensa in modo diverso, forse è arrivato anche il momento di interrogarsi. Abbiamo visto i sondaggi, i numeri sono schiaccianti. Non dico che il Parlamento debba anticipare il dibattito sociale e culturale, ma almeno provare ad essere in linea. Il nostro intervento, mai come per altri provvedimenti, è assolutamente popolare nel senso che la gente è d'accordo. Il che, per essere chiari, non vuol dire che sono diventati, diciamo così, tutti di sinistra, ma che il ragionamento ormai è entrato nella coscienza di tante persone. Il tema non è ideologico». 

Come risponde invece a Salvini? Diversi giornali hanno dato più spazio al paragone con la prostituzione che al disegno di legge...

«Salvini sa fare solo battute, un giorno che lo sentirò fare un ragionamento compiuto mi porrò il problema di analizzare quello che dice».











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