Grecia: un debito da paura e infinito. L'Fmi chiede una mossa choc

16 luglio 2015, Luca Lippi
Grecia: un debito da paura e infinito. L'Fmi chiede una mossa choc
Da ieri la maggioranza di governo in Grecia non esiste più, esiste solamente un manipolo di uomini e donne asserragliati nei privilegi del Parlamento che terrorizzati voteranno tutto quello che i mercati (leggi - l’Europa e la Germania) suggeriranno.

Afferma il ministro delle finanze Euclid Tsakalotos nel suo discorso per raccogliere il via libera alle riforme lacrime e sangue imposte dalla Troika “l’accordo contiene misure recessive, ma se il problema del debito è risolto e se esiste un programma d’investimenti e se la gente vede con ottimismo il fatto che la Grexit si è allontanata per sempre, può portare crescita”. 

La confusione regna sovrana, anche il vice ministro alle finanze greco prende la via di fuga, e intanto il problema non sono le manovre e i sacrifici (salvaguardando la classe media che ha sofferto molto negli ultimi tempi) ma il debito!

Premesso che togliendo la classe media da salvaguardare e la schiera di poveri che nel frattempo ha raggiunto percentuali “vergognose” per un’Europa civile (non ancora “civilizzata”), rimangono i ricchi e gli armatori da spolpare, ma nessuno si è accorto che i ricchi si sono imbarcati sulle lussuose città galleggianti degli armatori per raggiungere Malta e soprattutto i loro soldi. Quindi su chi peseranno le famose manovre? Sorvoliamo!

Ribadiamo, come scritto martedì, che i 50 miliardi previsti sulla carta non esistono neanche nella fantasia, di reale ci sono solo le altre cifre: 25 miliardi per ricapitalizzare le banche, 12,5 per abbattere il debito e se avanza qualcosa per gli investimenti grasso che cola. 

Alle cronache, di fatto, c’è il salvataggio delle banche greche, questo festeggerebbero (lo hanno già fatto da settimane) i mercati. Ora bisogna aspettare che si riaprano presto gli sportelli, e questo dipende da quanto tempo è necessario per i controlli di capitale sulle banche greche che sono piuttosto complessi e quindi i tempi per la ripresa della normale operatività sono comprensibilmente lontani dal concetto di “sollecitudine”.

Draghi riesce a fare quello che può, qualcuno dirà che potrebbe aumentare il limite dell’ELA (attualmente 89 miliardi) ma pochi, troppo pochi, sanno che non è possibile. La Bce ha bisogno di garanzie e le banche greche hanno da proporre in garanzia solamente titoli del debito greco (forse 15 miliardi) oltretutto valutabili al 50% per effetto di un lieve problema di solvibilità. A conti fatti si parla di circa 7 miliardi di ampliamento dell’Ela, tuttavia se l’emorragia delle banche è di circa 1 miliardo al giorno, inutile aprire gli istituti di credito per poi richiuderli dopo una settimana!

Dunque bisogna da subito ricapitalizzare il sistema bancario, e sarà fatto con l’apporto del Mes da subito di 10 miliardi. Poi interverrà anche la Bce ma prima sarebbe necessaria “una parolina buona” da parte degli istituti di rating, allo scopo di elevare “il merito” del debito pubblico greco e anche una dichiarazione di buona volontà da parte del Fmi che tranquillizzerebbe molti. Tuttavia non dobbiamo e non possiamo giudicare positivi i coordinati interventi di Bce, Mes e Fmi, poiché la situazione bancaria greca è ingiudicabile oltre il termine più immediato alla realtà che è “collasso” e quindi dobbiamo incrociare le dita che non sarà economicamente appropriato ma assai vicino alla realtà dei fatti.

La fase più importante è senza dubbio la ristrutturazione del debito! Questo è quello che pensano tutti, Fmi incluso, ma purtroppo l’Eurogruppo si mette di traverso incastrato anch’esso nei “trattati” che non consentono "tagli" del debito dei Paesi membri.

La questione greca non è e non sarà mai una questione finanziaria, il debito greco pesa appena 0,3% di quello europeo, sarebbe stato sufficiente uno “swap” per risolvere ogni cosa e risparmiando tempo e denaro per tutti. Purtroppo la questione greca è una questione politica, puniscono la Grecia perché non ha avuto la forza di reagire nonostante sia arrivata a un metro dal “traguardo”, soprattutto la mettono alla gogna al puro scopo intimidatorio per Italia Francia Portogallo e Spagna.

La Grecia senza taglio del debito non riuscirà mai a rialzare la testa, le privatizzazioni previste dal Fmi (50 miliardi per rinegoziare il debito) arrivano appena a 500 milioni reali nel medio termine. Si prevedono tempi durissimi e una crisi infinita. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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