Lezioni in Curia. La Chiesa "arruola" l’estrema sinistra nel nome del dialogo

16 luglio 2015, Americo Mascarucci
Lezioni in Curia. La Chiesa 'arruola' l’estrema sinistra nel nome del dialogo
Papa Francesco parla di etica ambientale, denuncia i tentativi di distruggere il Creato, invoca rispetto per la natura ed ecco che l’ambiente diventa l’ennesimo terreno di confronto fra cattolici progressisti e laici, credenti alla loro maniera e atei dichiarati, con i laicisti ben pensanti sempre in prima linea ad accreditarsi come interlocutori privilegiati della nuova gerarchia. 

Non a caso la sua Chiesa è una Chiesa che dialoga sempre, con tutti, a 360 gradi e su ogni argomento. Altro che la Chiesa di Ratzinger, Bertone, Ruini che faceva le “crociate” per la difesa dei temi etici e vedeva nel dialogo con il mondo, il rischio di adattare il Vangelo ai dogmi del relativismo etico. Oggi, viva la Chiesa di Bergoglio, o meglio quella di Galantino, anzi no di monsignor Mogavero. 

La Chiesa che è pronta a riconoscere a Benigni il ruolo del biblista e che si infervora del “piccolo diavolo” che spiega, a modo suo ovviamente, i dieci comandamenti. Dunque, i gesuiti di Monaco di Baviera hanno istituito un nuovo Centro di etica ambientale dove ogni settimana si svolgono lezioni di ambientalismo. Il direttore dell’istituto bavarese, il professor Michael Reder è entusiasta del progetto: “Ormai c’è molta conoscenza sui cambiamenti climatici e la giustizia globale. Ma vi è molta rassegnazione, perché nulla si muove. Ci siamo preoccupati troppo dal punto di vista tecnologico e non ci siamo interrogati sui princìpi”, ha detto. 

Ecco perché “è necessario un cambiamento di cultura”. Alla lezione sono stati invitati in veste di relatori anche numerosi sindaci, che secondo il presidente della Pontificia accademia per le scienze sociali, l’arcivescovo Marcelo Sánchez Sorondo, potranno dare consigli “per trovare le migliori pratiche a favore del contenimento dei cambiamenti climatici e l’eliminazione delle nuove forme di schiavitù”. A consigliare la Chiesa cattolica, per l’Italia, c’erano tra gli altri Ignazio Marino, Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia e Federico Pizzarotti. Rappresentati anche i Podemos spagnoli, con la sindachessa di Madrid Manuela Carmena, fresca d’elezione. 

Sissignori, avete capito bene. La Chiesa ha “arruolato” l’estrema sinistra, la declinazione moderna del “proletariato in marcia” di marca spagnola visto che quella in “salsa greca” di Tsipras, dopo quanto avvenuto negli ultimi giorni è “caduta in disgrazia”; poi ci ha aggiunto una buona dose di laicismo, tipico di quei sindaci, leggi Marino e Pisapia, per i quali l’emergenza principale delle città italiane non è rappresentata dalla mancanza di sicurezza, dal degrado, dalla criminalità, dal traffico, dalla crisi del commercio, dell’artigianato, ma dall’impossibilità di registrare le nozze gay contratte all’estero;  poi De Magistris e Pizzarotti, i campioni dell’antipolitica, quelli che hanno vinto le elezioni cavalcando il malcontento della gente, sputando a destra e a sinistra, salvo poi mostrare tutti i limiti di un’azione di governo ben diversa dalla propaganda e dai toni urlati. 

Un mix di dipietrismo vecchio stampo e grillismo di maniera, giustizialismo forcaiolo e ‘vaffanculismo’ a 5stelle, il tutto nella cornice di un ambientalismo da bandiera arcobaleno e pacifismo universale? 

Tutta gente che con la Chiesa c’azzecca poco o niente e che anzi ogni volta che ha potuto, l’ha sfidata sulle questioni più disparate. Ma come ha spiegato monsignor Sorondo si può tranquillamente discutere e trovare punti di incontro anche con chi ad esempio è pronto a difendere con le unghie e con i denti la legge sull’aborto, con chi è pronto a sfidare il ministro degli Interni pur di registrare le nozze gay contratte all’estero sapendo perfettamente che si tratta di atti illegittimi, con chi promuove l’istituzione dei registri delle coppie di fatto nei Comuni e con chi si batte per favorire la legalizzazione dell’eutanasia. Perché in fondo, sempre secondo il Sorondo- pensiero, le divergenze su determinati temi non possono essere motivo di ostacolo ad un dialogo rivolto al rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. 

E poi si scagliano contro il vescovo di Verona Giuseppe Zenti perché ha osato dichiarare le proprie simpatie politiche per la Lega! Che scandalo, meglio Papademos, Tsipras, Morales.
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