Msf, migranti con "disagio mentale e ansia": viaggio della speranza in dati

16 luglio 2016 ore 13:02, Micaela Del Monte
Il disagio mentale associato all'esperienza migratoria è un fenomeno "sempre più preoccupante". L'allarme è lanciato da un rapporto di Medici senza frontiere ('Traumi ignorati'), pubblicato oggi, su dati raccolti in vari Centri di accoglienza straordinaria (Cas) - di Roma, Trapani, Ragusa e Milano - tra luglio 2015 e febbraio 2016. 

Msf, migranti con 'disagio mentale e ansia': viaggio della speranza in dati
Il 60% dei soggetti intervistati aveva sintomi di disagio mentale connesso a eventi traumatici subiti prima o durante il percorso migratorio.
In particolare, tra i 199 pazienti presi in carico nei Cas di Ragusa, il 42% presentava disturbi compatibili con il disordine da stress post traumatico (PTSD), e il 27% era affetto da disturbi legati all'ansia. Le probabilità di avere disagi psicopatologici risulta 3,7 volte superiore. Msf, che da anni fornisce supporto medico e psicologico di accoglienza, chiede alle autorità italiane ed europee di adottare un tipo di accoglienza che tenga conto di bisogni specifici per la salute mentale di queste persone.

“A fronte di un disagio diffuso tra i richiedenti asilo, il sistema di accoglienza resta altamente impreparato a rispondere adeguatamente alle esigenze di queste persone”, ha dichiarato Tommaso Fabbri, responsabile dei progetti di MSF in Italia. “Inoltre, i servizi sanitari territoriali spesso mancano di competenze e risorse necessarie e tardano a riconoscere i segni del disagio tra queste persone. Sono sporadiche, quando non del tutto assenti, figure come quella del mediatore culturale che possano aiutare a stabilire un contatto e a ridurre le distanze culturali”.

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