Il melanoma "si paga" da bambini: i rischi del sole da piccoli

16 luglio 2016 ore 14:37, Adriano Scianca
La pelle dei bambini è delicata, ma se in spiaggia vanno protetti dall'eccessiva esposizione al sole è anche per proteggerli da grandi. Nei primi vent’anni di vita, infatti, una persona può assumere fino all’80% del totale delle radiazioni solari della propria esistenza. In questo modo, il rischio di essere colpiti dal melanoma può aumentare vertiginosamente, (tanto che in Italia il tumore della pelle ha fatto registrare un aumento dei casi pari al 103% in 45 anni). Sono i dati emersi nel Master Course “Management del paziente con melanoma dalla ricerca alla terapia”, organizzato dall’Intergruppo Melanoma Italiano (Imi) che si è aperto oggi a Roma all’Istituto Dermopatico dell’Immacolata - Idi Irccs. 

Il melanoma 'si paga' da bambini: i rischi del sole da piccoli
Nel 1970 i casi di melanoma erano circa 1.000 mentre nel 2015 ne sono stati stimati 11.300. Un aumento che preoccupa gli esperti. Il melanoma rappresenta solo il 4% dei tumori della pelle, ma è responsabile dell’80% dei decessi per cancro della cute. L’età media alla diagnosi per il melanoma è di 57 anni e l’età mediana al decesso è di 67 anni. Molto importante è, appunto, la protezione dei più piccoli. La pelle è infatti in grado di “memorizzare” il danno ricevuto dalle scottature solari accumulate durante l’infanzia e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. I piccoli di età inferiore a 12 mesi non vanno mai esposti al sole.

 Per tutti è sempre importante utilizzare creme solari quando si va al mare. Senza dimenticare il controllo della pelle ogni anno dallo specialista. In particolare nelle persone che presentano più di 100 nei il rischio di melanoma è 6 volte superiore. A rischio coloro che hanno la pelle chiara, i capelli biondi o rossi e gli occhi chiari (blu, grigi o verdi).
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