Scelta Civica, Monti ri-monta in sella. Tu chiamala se vuoi governance

16 maggio 2013 ore 17:24, Lucia Bigozzi
Scelta Civica, Monti ri-monta in sella. Tu chiamala se vuoi governance
Monti ri-monta in sella. Regna ma non governa? Ai posteri l’ardua sentenza. Andiamo ai fatti. Va all’assemblea di Scelta Civica e porta un messaggio forte: disponibile ad assumere la presidenza, ma vuole vederci chiaro sulla governance. Che significa? Essenzialmente due cose. La prima: scinde il ruolo di presidente da quello che nello schema dei partiti tradizionali si identifica col segretario, cioè, l’uomo-anima-macchina del partito. La seconda, monito all’unità come condizione preliminare: lui “farà il garante dell’unità” dei suoi, se i suoi “garantiranno l’unità” di Scelta Civica”.
Il ‘conclave’ dei montiani, infatti, è il passaggio-chiave per capire dove e come si orienterà la ‘creatura’ salita in politica solo sei mesi fa ma già alle prese coi maldipancia delle provenienze e appartenenze mai sopite, con rivendicazioni e aspettative degli ex o dei post: pidiellini, piddini, uddicì e dentro gli uddicì i casiniani, cattolici movimentisti, esponenti dell’associazionismo cattolico. Con l’ala montezemoliana in pressing su visione futura e, soprattutto, strategia politica. I sondaggi danno Scelta Civica in netto calo (attorno al 5 per cento) e urge una ‘cura di ferro’ per rimettere in carreggiata quello che, nato come Movimento-contenitore dei riformisti, adesso deve diventare un partito e come tale strutturarsi per rendere più incisiva la piattaforma programmatica all’interno del governo delle larghe intese. Presenza e profili più incisivi anche in parlamento e sul territorio. Perché se Monti nell’intervista alla Stampa dice che Scelta Civica vuole essere l’anima critica della maggioranza allargata, il punto vero è superare il rischio di rinchiudersi nella ridotta della marginalità e continuare a pagare il dazio dei consensi. La ‘governance’ non è questione da poco, perché qui si giocano gli ‘interessi’ (politici) delle varie componenti. La novità, rispetto alle fibrillazioni dei giorni scorsi, sta in una condizione obbligata che Monti ha posto ai suoi: chi gestirà la ‘macchina’ di Scelta Civica deve essere un nome condiviso. Nello schema che si va palesando, Andrea Olivero (ex numero uno delle Acli, montiano di ferro) prima portavoce, poi coordinatore, dovrebbe avviarsi verso la vicepresidenza del partito (ipotesi già riportata da alcuni quotidiani), mentre il liberal Della Vedova sarebbe in pole per il ruolo di portavoce. Fin qui i boatos di palazzo. Ma chi sarà il coordinatore? Nomen omen, mai come in questo momento. Perché anche per Scelta Civica è arrivato il momento di scegliere.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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