Caso Genovese, Mazziotti (Sc): “Il partito della legalità non esiste. Renzi sbaglia a inseguire Grillo”

16 maggio 2014 ore 12:29, Lucia Bigozzi
Caso Genovese, Mazziotti (Sc): “Il partito della legalità non esiste. Renzi sbaglia a inseguire Grillo”
“Sbaglia Grillo a mostrare le manette in parlamento, sbaglia Renzi a inseguire Grillo”. A Intelligonews Andrea Mazziotti, parlamentare di Sc mette sulla bilancia (politica) il caso Genovese, i dl lavoro e il Pil che scende. E la bilancia pende…
Caso Genovese, chi tra Pd e M5S può o tenta di intestarsi la “patente” di partito della legalità e della giustizia? «Nessuno può dire di essere il partito della legalità perché quando in parlamento si decide su un arresto, non si decide sulla vicenda giudiziaria ma si valuta se esiste o meno un indizio di persecuzione nei confronti della persona. Sbaglia chi, come il M5S, mostra le manette dando già la sentenza prima che la sentenza ci sia stata nell’aula di un tribunale: un comportamento indegno. Sbaglia il Pd ad andare dietro a Grillo. Noi abbiamo votato a favore dell’arresto ma su questioni come questa si dovrebbe votare a scrutinio segreto». Il voto palese lo legge come una debolezza del Pd? «Si è trattato di una scelta che a mio avviso denota la debolezza del Pd che esprime una posizione che altrimenti non sarebbe sicuro di mantenere. Trasformare una valutazione esclusivamente limitata al fumus persecutionis in un circus mediatico, francamente mi sembra una porcheria». Ma non le sembra una campagna elettorale “viziata” dalla guerra Renzi-Grillo su tutto: dalla giustizia al lavoro passando per l’Europa? «Renzi e Grillo sono le due personalità mediatiche si spicco, insieme a Berlusconi che però ha una tale mancanza di contenuto politico che è sparito dalla discussione. Con Renzi e Grillo si scontrano due modi diversi di vedere le cose: il primo è un approccio a una politica moderna ma istituzionale; l’altro è un attacco alla politica senza contenuti sostanziali. Se ho una critica da fare a Renzi è quella di andare troppo dietro a Grillo, ad esempio le critiche all’Europa o alle banche; cose anche in parte giuste come contenuto ma con uno stile che insegue un pò troppo quello dei 5Stelle. In tutto questo scontro sulla giustizia però, c’è un problema di fondo…». Quale? «I partiti non hanno fatto pulizia in casa propria. Il problema di ieri non si doveva nemmeno porre, perché in qualsiasi altro partito della società occidentale uno coinvolto in un’inchiesta o si sarebbe dimesso sei mesi fa oppure non sarebbe stato candidato. Lo stesso vale per Ncd e Fi». E Scelta Civica è immune? «Noi ci siamo dati delle regole chiare: ogni candidato ha firmato un documento nel quale si attesta che non ha pendenze giudiziarie in corso e di nessun tipo. In base all’applicazione di questa regola, abbiamo escluso alcuni potenziali candidati per molto meno». Dl lavoro, da ieri è legge. Ma il tetto del 20% per le assunzioni a tempo determinato non è, di fatto, un freno al lavoro? «Può essere una restrizione nel senso che può ridurre il numero delle assunzioni, però il fatto che sia stata eliminata la casuale, consente di ridurre incertezze e contenziosi. Nel complesso, c’è un bilanciamento accettabile, fermo restando che Sc avrebbe preferito si lavorasse sul contratto a tempo indeterminato introducendo quello a tutele crescenti, proprio per evitare che il contratto a tempo determinato diventi la norma. Pare si correggerà nelle legge delega, vedremo». Come valuta la marcia indietro del Pil? Contraddice le previsioni di Padoan. Con Letta cresceva e con Renzi cala? «I dati riguardano il primo trimestre e quindi il calo del Pil non è certo imputabile a Renzi che è entrato a Palazzo Chigi a marzo. Il problema è la crescita più lenta che si registra anche nel resto d’Europa. Certamente è un indicatore serio perché dal punto di vista del Def e di quello che Renzi prevedeva fossero le stime di crescita di quest’anno pari allo 0,8%, è chiaro che se si toglie un trimestre in perdita per quanto ridotta, il rischio è che si debbano rivedere quelle stime e ciò può determinare interventi ulteriori rispetto a quelli già indicati nel Def». Dobbiamo aspettarci un’altra manovra, anche se Renzi continua a smentirlo? «Renzi ha smentito e spero abbia ragione. E’ indubbio che se non fai una manovra servono comunque interventi anche perché Renzi ha annunciato l’estensione degli 80 euro in busta paga anche a incapienti e partite Iva. La combinazione tra l’impegno assunto dal governo sull’estensione di questo beneficio e il rallentamento dell’economia, implica la necessità di riforme e interventi strutturali ancora più incisivi e coraggiosi».
autore / Lucia Bigozzi
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