Referendum come Amministrative per Alfano-Renzi: la due giorni pro Governo "costa caro"

16 maggio 2016 ore 11:08, Americo Mascarucci
"Mi sembra giusto che per il referendum di ottobre, che può realizzare la più grande riforma dopo la Costituente, si voti anche il lunedì". 
Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato la sua intenzione di chiedere al Consiglio dei Ministri di far votare gli elettori anche nella giornata del lunedì, sia nel caso delle elezioni amministrative (ballottaggi compresi) sia per il referendum costituzionale di ottobre. 
Secondo alcuni osservatori l’obiettivo del Governo sarebbe quello di spuntare le ali al cosiddetto  "partito del mare", ossia al timore che facendo votare soltanto la domenica molti elettori preferiscano disertare le urne piuttosto che rinunciare ad una giornata di mare, soprattutto se farà caldo. 
Così come ad ottobre il rischio è dato da quelle "gite fuori porta" tipiche delle stagioni autunnali con qualche retaggio di calura estiva. Poi c’è chi dice che al timore dell’astensionismo si siano aggiunti pure gli ultimi sondaggi che darebbero il Governo in forte difficoltà tanto alle amministrative che al successivo referendum dove pare che il no starebbe almeno fino ad ora prevalendo sui sì. Ma queste sono tutte ipotesi e supposizioni. 
Una proposta quella di Alfano che tuttavia trova scettica anche parte della maggioranza. E’ il caso dell’ex premier Enrico Letta che attacca: "Tornare indietro? Voto in due giorni? Costa 120ml e tutti votano in un giorno solo. Si eviti questo ulteriore sfregio".

Referendum come Amministrative per Alfano-Renzi: la due giorni pro Governo 'costa caro'
Renato Brunetta capogruppo di Forza Italia alla Camera si dice favorevole al voto di lunedì pur evidenziando come la proposta di Alfano dimostri la paura del Governo di perdere sia le amministrative che il referendum: "Giudichiamo positivamente, lo avevamo chiesto per primi e in tempi non sospetti, la possibilità di votare in due giorni tanto alle elezioni amministrative di giungo quanto al referendum costituzionale del prossimo ottobre - scrive su Facebook - Peccato che questa incredibile retromarcia di Matteo Renzi sia del tutto strumentale e non sia fatta dal presidente del Consiglio per favorire la democrazia o la partecipazione, ma con il solo scopo, secondo lui, di portare acqua al suo mulino. Il premier ha paura e crede che, votando in due giorni, con una probabile diminuzione dell'astensionismo, il 'sì' possa essere favorito. Si sbaglia di grosso. Per di più Renzi, dal ruolo istituzionale che ricopre e che gli dovrebbe imporre maggior equilibrio, tifa partecipazione o astensione in base al tornaconto personale suo e dello sgangherato governo che pro tempore guida. In occasione del referendum sulle trivelle si guardò bene, nonostante gli innumerevoli appelli, a concedere il voto anche nella giornata del lunedì, concorrendo così al non raggiungimento del quorum, decisivo per una consultazione abrogativa".
Favorevoli al voto il lunedì anche molti candidati sindaci, vedi Luigi de Magistris, Piero Fassino e Giuseppe Sala, convinti che concedendo un giorno in più agli elettori per votare si possa disinnescare, almeno parzialmente, la mina astensionismo. 

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