Pizzarotti sospeso, ombre sulla Casaleggio&Associati. Per Di Maio "le regole ci premieranno"

16 maggio 2016 ore 11:40, Americo Mascarucci
Il caso Pizzarotti divide il Movimento 5Stelle.
Il sindaco di Parma è stato sospeso dal Movimento che lo ha accusato di non aver informato il direttorio pentastellato dell'avviso di garanzia ricevuto per abuso d'ufficio. 
Il primo cittadino da tempo in aperta contrapposizione alla dirigenza nazionale e soprattutto al leader maximo Beppe Grillo non ci sta e si difende sostenendo di aver chiesto ripetutamente un incontro a Luigi Di Maio e di non essere stato da questi ricevuto.
Il vicepresidente della Camera nonché responsabile enti locali dei 5Stelle replica a sua volta: "C'è una procedura in corso. E io non ho alcun potere di decidere sospensioni o espulsioni, quello spetta al garante che è Beppe Grillo. Gli altri partiti mi imputano delle responsabilità perché sono in cerca di visibilità".
Di Maio poi aggiunge nel corso di un' intervista al Corriere della Sera: "Penso che ci premierà il fatto di applicare le regole e di non stare attenti a chissà quali strategie per la campagna elettorale nascondendo la polvere sotto il tappeto. Quando si fanno rispettare le regole le spaccature non ci sono. Ci possono essere differenze di opinione e le rispetto".
E proprio il rispetto delle regole sembra dividere il popolo dei grillini fra chi ritiene che il Movimento abbia fatto bene a sospendere Pizzarotti e chi invece ritiene che il direttorio applichi due pesi e due misure a seconda dei casi: intransigenti con Pizzarotti, garantisti con il sindaco di Livorno Filippo Nogarin anche lui finito sotto inchiesta. Ma Nogarin, fanno notare alcuni gode della protezione di Grillo, Pizzarotti no, è indigesto all'ex comico per essersi spesso ribellato ai suoi diktat. 
Il sindaco di Livorno ha ribadito anche ieri: "Se ci sarà il rinvio a giudizio mi dimetterò immediatamente e lo farò anche nel caso in cui dalle indagini preliminari dovessero emergere comportamenti, pur commessi in buona fede, configurabili come atti illeciti. Mi dimetterò anche senza attendere il rinvio a giudizio". 
Nogarin tuttavia ci tiene a distinguere il suo caso da quello di Pizzarotti ribadendo come l'M5S non condanni i propri amministratori per un avviso di garanzia ma aggiunge: "Pizzarotti avrebbe dovuto seguire il mio esempio. Cinque minuti dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia ho immediatamente informato il Movimento. Cosa che lui non ha fatto". 

Pizzarotti sospeso, ombre sulla Casaleggio&Associati. Per Di Maio 'le regole ci premieranno'
Il sindaco di Parma intanto punta il dito contro chi lo ha sospeso sostenendo che "lo staff composto da dipendenti della Casaleggio, è qualcosa che poteva andare bene quando c’erano dieci liste in tutta Italia, mentre adesso serve una struttura autonoma". Quanto al figlio di Gianroberto Casaleggio, il primo cittadino ritiene "debba essere messo in discussione, non penso che il ruolo si possa tramandare. Rispetto per Gianroberto, ma non credo che la successione sia gestibile in un ambito come questo". 
E c'è chi teme che la quasi certa espulsione di Pizzarotti, primo sindaco del Movimento ad essere eletto, possa portare ad una scissione degli amministratori locali attualmente in rotta con la dirigenza nazionale. Che non sarebbero pochi.
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