Venezuela al collasso, "guerra economica" di Maduro a fabbriche ferme: "Saranno occupate dal popolo"

16 maggio 2016 ore 13:52, intelligo
Situazione sempre più difficile in Venezuela e caos alle porte. Dopo aver ordinato lo stato d'emergenza (60 giorni), il presidente Nicolas Maduro avverte le fabbriche: quelle che hanno interrotto la produzione saranno "occupate dal popolo" e i loro proprietari andranno in carcere. Il discorso, trasmesso da radio e televisione, è tutto contro gli uomini d'affari, e la sua avverte è "guerra economica". Cresce intanto la tensione nel paese, con manifestazioni, come quelle di ieri in piazza, contro il razionamento, avviato ormai da gennaio scorso, di cibo, carburante e assistenza medica. L'opposizione ha raccolto 1,8 milioni di firme in una petizione per chiedere le dimissioni di Maduro. Ma il Consiglio nazionale elettorale si è rifiutato - come accusa l'opposizione - di verificare le firme raccolte per impedire che il referendum si svolga entro l'anno. E il rischio, valutato da fonti dell'intelligence Usa, è quello di una rivolta popolare che potrebbe portare alla caduta del governo entro quest'anno. Il Washington Post ha riportato: "Si può sentire il rumore del ghiaccio che sta cedendo, si sa che sta arrivando una crisi": parole di un ufficiale dell'intelligence americana ricordando gli scontri scoppiati nei giorni scorsi tra le forze di sicurezza che protestavano contro la penuria di
Venezuela al collasso, 'guerra economica' di Maduro a fabbriche ferme: 'Saranno occupate dal popolo'
generi alimentari, i black out e l'impasse politico. Ma per quanto l'amministrazione Obama consideri il governo di Maduro, succeduto a Hugo Chavez, il leader della rivoluzione bolivariana morto nel 2013, responsabile di corruzione, abusi di diritti umani e narcotraffico, e abbiano sostenuto l'opposizione, la maggiore preoccupazione per Washington - come riporta l'Adnkronos - è evitare il collasso, incontrollato, di un grande paese latinoamericano come il Venezuela.

Ma attenti: ora "gli Stati Uniti non sono schierati per nessuna soluzione, tranne quella che eviti lo scoppio di violenze politiche. Saremmo folli a non preoccuparci". L'opposizione a dicembre ha ottenuto la maggioranza al Parlamento ed ora chiede un referendum per la revoca del mandato presidenziale di Maduro, con il governo che sta cercando di fermare, o almeno rallentare, la verifica delle firme raccolte. Se Maduro perderà il referendum prima del 10 gennaio si andrà a nuove elezioni, se avverrà dopo sarà sostituito dal vice presidente che governerà fino alla fine del mandato nel 2019. Ora il rischio è che i problemi economici possano far esplodere la situazione ben prima di uno show down politico. Problemi di gestione e il calo del 69% del prezzo del petrolio venezuelano - praticamente l'unica entrata dello Stato - ha lasciato il governo senza possibilità di coprire importazioni e il consistente debito pubblico. 
autore / intelligo
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