Dolce e Gabbana, a Intelligonews parla l'Arcigay: "Sparate da omosessuali ricchi. Prestano fianco a integralisti cattolici e destre"

16 marzo 2015, Marco Guerra
Dolce e Gabbana, a Intelligonews parla l'Arcigay: 'Sparate da omosessuali ricchi. Prestano fianco a integralisti cattolici e destre'
“Dolce e Gabbana prestano il fianco agli integralisti cattolici e alle destre, ma loro che ne sanno delle famiglie omo-genitoriali?”, Intervistato da IntelligoNews, il presidente dell’Arcigay, Flavio Romani, critica fortemente le uscite dei due stilisti sul matrimonio omosessuale e la famiglia tradizionale e sul boicottaggio dei loro prodotti lanciato da alcuni noti personaggio dello star system internazionale dice la sua.

Presidente Romani che idea si è fatto della polemica scoppiata dopo le dichiarazioni di Dolce e Gabbana? 

“Io penso che sia tutto molto triste e che la polemica poteva essere evitata. Entrando nel merito trovo che  le dichiarazioni lasciate dai due stilisti a Panorama siano molto offensive. Non si può affermare che i bambini nati con la fecondazione assistita sono figli della chimica, e un po’ come dire che sono figli finti, comprati al mercato. Un’uscita che risulta ancora più offensiva se si considera che non va a toccare degli adulti ma dei bambini. È stato oltraggiato il sentimento della genitorialità, e qualsiasi genitore – gay o etero che sia - si infuria quando gli vengono toccati i figli; quindi Elton John ha fatto bene a mandarli a quel paese”. 

Al di là dei modi, non crede che Dolce e Gabbana abbiano comunque diritto ad esprimere un’opinione contraria all’adozione per le coppie omosessuali?

“Hanno cambiato opinione tante volte, dieci anni fa sono apparsi su una copertina circondati da tanti bambini piccoli. Siamo abituati alle loro "sparate da omosessuali ricchi". Sparate che vanno contro tutte le battaglie del movimento Lgtb e che alimentano le campane dei cattolici ultraconservatori e delle destre. Ai vari Giovanardi, Adinolfi, Sentinelle in piedi e Manif pour tous non gli è parso vero di potersi beare di dichiarazioni che confermano le loro tesi espresse da due noti omosessuali. Hanno fornito nuovo ossigeno agli integralisti. Ma Dolce e Gabbana  che ne sanno delle famiglie omo-genitoriali? Ma come fanno a giudicare queste esperienze? E poi faccio notare che si tratta di dichiarazioni che coincidono con la loro ultima campagna pubblicitaria per la nuova linea di prodotti. Una pubblicità che mostra una Sicilia di cento anni fa e un’idea di famiglia arcaica”. 

Sta dicendo che è tutta una strategia pubblicitaria?

 “No, credo che sia solo una coincidenza, sarebbe molto triste usare questioni così sensibili per promuovere dei vestiti”.

Ma lei appoggia il boicottaggio dei loro prodotti?

“Per quanto mi riguarda non penso di aver mai posseduto alcun capo di Dolce e Gabbana, ad ogni modo ritengo che il boicottaggio sia una forma di protesta molto democratica, civile e non offensiva.  Personaggi come Courtney Love e Ricky Martin hanno spiegato che non si può indossare un capo che ricorda loro due persone che hanno fatto dichiarazioni del genere. Ma  al di là del boicottaggio dovrebbe nascere un sentimento  di riprovazione sociale verso coloro che fanno dichiarazione di questo tipo, a cominciare dai politichi, i giornalisti e i rappresentati della Chiesa. Lo stesso livello di riprovazione che suscitano ora dichiarazioni di stampo razzista o antisemita dovrebbe essere provocato da esternazioni omofobe”. 

Lei ha additato Dolce e Gabbana di elitarismo. Imputa loro di parlare da un posizione privilegiata. Non possiamo affermare la stessa cosa per chi ricorre all’utero in affitto? D’altra parte si tratta di una pratica che richiede ingenti disponibilità economiche. Insomma pensare a tutte le necessità di una donna e del nascituro non è una cosa che si possono permettere tutti…

“Mi permetto di correggerti: il termine corretto è ‘gestazione per altri’; ‘utero in affitto’  è una definizione veramente brutta che dà un’idea sbagliata. Ad ogni modo la difficoltà di accedere a questa possibilità è un altro problema che andrebbe affrontato con un dibattito serio e sereno. Si, è vero, al momento una normalissima coppia gay non può permettersi di avere una gestazione per altri; una situazione aggravata dalla legislazione italiana,  che proibisce questa pratica, con tutto quello che ne consegue in termini di spese per i viaggi all’estero e i contatti con strutture di altri Paesi”. 

Quindi su questioni così controverse è auspicabile un dibattito aperto anche con chi la pensa diversamente? 

“Ma certo, tuttavia non mi sembra che coloro che hanno posizioni contrarie ai matrimoni e alla filiazione dei gay abbiano problemi a farsi sentire. Adinolfi, Manif pour tous, le Sentinelle…ogni volta che si esprimono e promuovono iniziative hanno una grande cassa di risonanza e hanno una grande influenza sull’opinione pubblica e sulla politica, anche nella sinistra. Fermo restando poi che per la comunità omosessuale è meglio che non parlino Dolce e Gabbana ma chi ha sempre difeso e rappresentato le sue istanze”.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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