Esclusiva, parla Alessandra Moretti: "Il mio Veneto senza felpette nere. Due idee per ripartire"

16 marzo 2015, Marta Moriconi
Esclusiva, parla Alessandra Moretti: 'Il mio Veneto senza felpette nere. Due idee per ripartire'
“Vogliamo spegnere vent’anni di incoerenza: mentre si urlava contro Roma Ladrona, con i soldi del finanziamento pubblico si compravano diamanti in Tanzania e lauree in Albania”. Così Alessandra Moretti candidata alla presidenza del Veneto, che commenta anche - in un’intervista esclusiva a IntelligoNews - la discesa in campo dell'ex leghista Flavio Tosi. E poi annuncia una strategia anti-crisi: “Creeremo uno Sportello Regionale per le Attività Produttive “anti-burocrazia”. E in tema di sanità svela le sue mosse.

Ha presentato il suo programma elettorale. Punta a “spegnere il centrodestra”. Quindi, in sintesi, quali sono i temi del “cambiamento” che faranno dimenticare la guida Galan-Zaia?

Puntiamo a spegnere il centrodestra fatto di urla verso le istituzioni e silenzio verso i cittadini. Vogliamo spegnere vent’anni di incoerenza: mentre si urlava contro Roma Ladrona, con i soldi del finanziamento pubblico si compravano diamanti in Tanzania e lauree in Albania. Basta. 
Il Veneto è una Regione che ha bisogno di ripartire: ci sono disoccupati che attendono delle risposte, imprenditori che vogliono tornare a fare il proprio lavoro, che non è quello dei burocrati. Dobbiamo intervenire subito e lo faremo in linea con le riforme che sta attuando il Governo, senza i continui piagnistei nei confronti di Roma”.

La crisi è stata molto avvertita nella Regione Veneto. Per rilanciare le imprese e aprire alla globalizzazione, quale strategia ha Moretti?

“Scegliamo la strada dell’innovazione e della piena comprensione del tessuto  imprenditoriale  veneto. Sosterremo i giovani che vogliono aprire una nuova impresa, sosterremo la crescita di aziende ad alto contenuto innovativo e lo faremo finanziando il 33% del loro investimento tramite l’apertura di un fondo dedicato all’interno di Veneto Sviluppo. 
Sarà fondamentale, inoltre,  promuovere la formazione continua, che permetta ai lavoratori di aggiornarsi costantemente  e alle imprese di raggiungere i loro obiettivi strategici. Se l’economia  mondiale  cambia tanto  rapidamente, il Veneto  deve saper cambiare alla stessa velocità, oppure  anticiparla. 
È chiaro che dovremo lavorare soprattutto e sin da subito sulla sburocratizzazione. Dobbiamo mettere l’imprenditore nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro e di poter risolvere le pratiche burocratiche in un unico sportello: creeremo uno Sportello Regionale per le Attività Produttive “anti-burocrazia”. Seguiremo quindi la linea delle riforme di semplificazione messe in atto dal Governo Renzi e la adatteremo al nostro Veneto”.


Salvini in Veneto auspica un’intesa con Forza Italia. Un commento. E visto che c’è anche Tosi candidato…lei cosa auspica?

“Auspico che i veneti aprano gli occhi e scelgano di aver coraggio di cambiare. Perché chi ieri indossava la camicia verde, oggi si trova un giorno ad agitare la folla con la felpetta nera, l’altro da Berlusconi, per discutere di poltrone. Le loro beghe interne non interessano né a me, né ai veneti”.

Come pensa Moretti di scaldare il cuore degli autonomisti?

“Non si tratta di scaldare il cuore con promesse irrealizzabili come ha fatto la Lega per venti anni. Servono soluzioni concrete. Siamo schiacciati tra due Regioni che possono trattenere molte più risorse di noi e chiediamo solo di essere trattati alla pari per le nostre caratteristiche storiche, culturali e socio-economiche. Ecco perché sarà mio preciso impegno aumentare gli spazi di autogoverno sin dal primo giorno dopo le elezioni di maggio”.

E cosa prevede di fare per la sanità, un tema che è molto sentito dai veneti?

“Le liste d'attesa sono la punta dell'iceberg di un sistema che non funziona più e non garantisce più livelli di eccellenza. Possiamo risolvere tutto questo tornando a puntare sul territorio con un progetto che si fondi sulle Medicine di Gruppo Integrate. Ne vogliamo una ogni 15.000 abitanti, ossia 330 in tutto il Veneto, considerando diverse formule a seconda delle esigenze geografiche e demografiche del territorio. Hanno dei costi iniziali importanti ma poi hanno un ritorno economico fondamentale perché riducono il numero di accessi impropri al Pronto Soccorso e riescono a gestire al meglio cronicità e prevenzione. 
In parallelo, interverremo sulla riduzione delle Ulss. Oggi in Veneto ci sono 21 aziende sociosanitarie, più che in tutte le altre Regioni d'Italia. La Lombardia di Maroni, per dire, ne ha 15 ma con il doppio degli abitanti del Veneto. Noi le ridurremo a 8 perché dobbiamo spendere meno soldi per dirigenti nominati dalla politica, e risparmiare per avere più risorse per curare i cittadini”.


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