Corruzione, Fraccaro (5S): “#tuttingalera, altro che Daspo per corrotti. Veneto, cambiamo con Berti"

16 marzo 2015, Lucia Bigozzi
“L’ennesimo scandalo della corruzione dimostra che con Renzi siamo in piena “era annuncite”. Non usa giri di parole Riccardo Fraccaro, parlamentare a 5 Stelle che nella conversazione con Intelligonews, spiega cosa propone il Movimento e come fare per ‘liberare’ il Paese. E da originario del Veneto dice perché il giovane imprenditore Berti è “la vera alternativa” a Zaia e alla Moretti…

Dopo lo scandalo Expo Renzi aveva detto che era finito il tempo degli scandali: oggi è scattata una nuova inchiesta sulle Grandi Opere. Effetto annuncite? 

«Siamo in piena “era annuncite”. Sono passati più di settecento giorni da quando è stato presentato il pacchetto anticorruzione al Senato e non si è ancora vista l’intenzione di tradurlo in qualcosa di concreto da parte del governo e della maggioranza. In questi mesi di scandali, dalla Tav all’Expo a Mafia Capitale, ogni volta c’era un titolo sul giornale con un annuncio di Renzi che sarebbe finalmente terminata la stagione della corruzione dopo decenni di vuoto totale, ma non si è visto nulla e sono convinto che non si vedrà entro la fine della legislatura; sicuramente non prima dell’approvazione del suo amato Italicum, al quale Renzi è molto più interessato. Ricordo anche il famosissimo Daspo per i corrotti, così tanto annunciato dal premier come la grande innovazione: non si è visto nulla. Poi non ci scandalizziamo se la gente non va a votare di fronte agli annunci dei partiti. Ed ecco perché noi insistiamo molto sul microcredito e il reddito di cittadinanza, per dare un segnale che c’è chi le parole le trasforma in fatti concreti, per distinguerci»

La settimana parlamentare che si apre ruota attorno alla legge anticorruzione. Mi dica tre proposte del M5S.

«Anzitutto il tema della prescrizione perché oggi la prescrizione rappresenta lo strumento più potente per i colletti bianchi di sfuggire alla legge. Anche quelle poche norme che ci sono contro il malaffare, vengono spesso bypassate o non applicate a causa della prescrizione. Così chi ha i soldi per pagare un buon avvocato ha la certezza di farla franca allungando i tempi del processo; motivo per cui conviene delinquere piuttosto che rispettare la legge, perché tanto non si va mai in carcere. Il secondo punto riguarda il falso in bilancio perché per corrompere è necessario falsificare i bilanci accumulando fondi neri. E’ lo strumento indispensabile per chi indaga perché rappresenta il grimaldello per verificare dove finiscono i soldi. Ecco perché c’è tanta ritrosia e si cerca di “annacquare” la norma penale. Ricordo che sulla soglia di impunità del falso in bilancio introdotta dall’allora governo Berlusconi il governo sta andando nella stessa direzione tracciata dal suo “mentore”»

Che provvedimento vi aspettate dalla maggioranza?

«Credo che ci sarà un grande dibattito in Commissione e un allungamento dei tempi in modo da far dimenticare agli italiani l’ennesimo scandalo che segue quello di Mafia Capitale dopo il quale, peraltro, non è successo nulla. Infatti hanno parlato di riforma costituzionale, legge elettorale ma niente pacchetto anti-corruzione. Cercheranno di minimizzare dicendo che per garantire l’immagine dell’Italia nel mondo occorre puntare sull’Expo e far vedere che siamo limpidi e puliti mentre, invece, il Paese è allo stremo. C’è un altro aspetto…».

Quale?

«Oggi stiamo vedendo e toccando con mani quello che la gente comune che ha buon senso sa e dice da molto tempo, ovvero che non c’è logica nell’andare avanti con opere che da un punto di vista ambientale ed economico-finanziario non stanno né in cielo né in terra. E’ evidente che molte di queste, poi finite al centro delle inchieste giudiziarie, erano uno strumento in mano ai partiti e alle aziende ‘amiche’ per gestire un flusso di danaro in nero utile alla corruzione. Il motivo conseguente è che con questo sistema si perpetua una rete di clientelismo che poi si riverbera anche nel cosiddetto voto di scambio. Noi questa catena vogliamo spezzarla portando al governo persone perbene». 

Grillo ha appena lanciato l’hashtag #tuttingalera: vi preparate a una battaglia giustizialista? Qual è il segno?

«E’ un allarme sul fatto che si sta distruggendo il nostro Paese dal punto di vista ambientale e strutturale. Ora basta, è arrivato il momento che chi delinque inizi a pagare; chi ha dolosamente rovinato il Paese deve andare in galera. In galera oggi ci va uno che ruba un pollo e non ci va chi sottrae miliardi alla collettività».

La gente si chiede: accadrà a che per il Giubileo straordinario a Roma? Cosa risponde?

«Il Giubileo riguarda essenzialmente la Chiesa e il Comune di Roma. Lo Stato non ha un ruolo principale; dovrà, giustamente, garantire una serie di servizi. La cosa che, invece, trovo scandalosa è la candidatura di Roma alle Olimpiadi, perché credo che occorra amministrare come dicevano gli antichi romani, ovvero come un buon padre di famiglia che premia il figlio se fa cose fatte bene. Invece, qui abbiamo Mafia Capitale e non si sono viste norme concrete per eliminare il fenomeno. Il paradosso è che lo Stato premia prima di verificare se uno è all’altezza del compito. Non mi pare che l’amministrazione comunale lo sia; prima si meriti la fiducia ad esempio garantendo un servizio di trasporto che funziona. Solo dopo, si potrà meritare il premio della candidatura alle Olimpiadi. Se non facciamo così passerà lo stesso concetto di sempre, ovvero che più non fai e più sarai premiato. Roma da anni continua ad avere bilanci come una voragine e ogni volta lo Stato interviene e li ripiana senza verificare le responsabilità di chi sbaglia. Sul Giubileo straordinario si capirà di più dal progetto iniziale. L’Expo poteva essere un’opportunità se fosse stato dato seguito alla sollecitazione del Politecnico sulla riqualificazione degli edifici già esistenti senza ulteriori cementificazioni. Per Roma vale lo stesso criterio: vedremo se verrà riqualificato l’esistente migliorandolo, oppure se sarà una grande speculazione del cemento; in quel caso saremo i primi a denunciarlo»

La battaglia anti-sistema è il vostro tratto distintivo, ma poi con le cose bisogna misurarsi sporcandosi le mani. In Veneto per le regionali che state facendo?

«Noi ci candidiamo con persone nuove, pulite, non indagate. Non siamo quelli delle campagne elettorali da eurodeputati. Noi vogliamo cambiare le istituzioni con gente nuova che non ha dovuto scendere a compromessi; gente che si dà da fare con la forza delle idee. Io sono di origini venete e mi chiedo come un veneto possa votare la Moretti, renziana e quindi con un’impostazione centralista ovvero contraria all’autonomismo del Veneto, alla delega a decidere a livello locale che i veneti rivendicano. Ho conosciuto la candidata del Pd che ha perso le primarie contro la Moretti, la Rubinato: almeno lei è autonomista e alcuni principi per il Veneto li portava avanti, ma certo non può essere governatore della regione che sento ancora mia, l’europarlamentare del Pd».

Vale lo stesso per Zaia?

«La Lega sta cercando di darsi una nuova immagine facendo dimenticare gli scandali del passato: ha governato con Berlusconi e la politica europeista compresi i flussi migratori dipendono dall’azione dell’allora ministro leghista Maroni. Noi invece puntiamo su un giovane imprenditore, Jacopo Berti che non è solo pulito ma è anche capace venendo dal mondo del lavoro. Avrà tutto il Movimento al suo fianco e ai veneti dico che trattandosi di una persona nuova, specialmente in questa fase storica, può essere solo un vantaggio».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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