Puglia in ascolto: con il Consiglio sanitario regionale politici e tecnici a confronto

16 marzo 2016 ore 9:49, Americo Mascarucci
Il Consiglio regionale della Puglia ha dato il via libera all'unanimità alla proposta di legge che prevede la nascita del Consiglio sanitario regionale (Csr)
La proposta di legge è stata presentata dai consiglieri  del Pd, Pino Romano e Michele Mazzarano.
Il Csr è composto dall'Ufficio di presidenza e dall'assemblea, dura in carica tre anni ed i relativi oneri finanziari sono a carico dei rispettivi ordini e collegi professionali. E’ presieduto dall'assessore regionale alla Sanità, affiancato dal vice presidente vicario, nella persona del presidente dell’Ordine dei Medici. 
Dell’ufficio di presidenza oltre al presidente e ai due vice presidenti di cui uno vicario fanno parte 3 componenti in rappresentanza degli Ordini dei Farmacisti, Veterinari e  Psicologi, 4 componenti per le aree infermieristica e ostetrica, riabilitativa, tecnico-sanitaria e della prevenzione; i presidi delle facoltà di Medicina delle Università pugliesi e  2 componenti in rappresentanza delle associazioni di volontariato. 

Puglia in ascolto: con il Consiglio sanitario regionale politici e tecnici a confronto
I compiti principali del CSR sono di fornire pareri sugli effetti e sui risultati prodotti dalle deliberazioni di Giunta e dalle leggi del Consiglio in materia di tutela della salute; svolgere attività di valutazione della qualità dei percorsi formativi relativi alle figure professionali che intervengono nelle attività sanitarie e socio-sanitarie; elaborare linee-guida e pareri sugli aspetti di carattere strettamente tecnico-scientifico sulle attività sanitarie; fungere da Osservatorio sulle attività di ricerca medico-scientifica condotte nella Regione Puglia.
"L'organismo tecnico sanitario risponde - come ha spiegato in Aula il presidente della giunta regionale pugliese, Michele Emiliano - a quanto previsto dal programma di governo in tema di partecipazione. La finalità principale , da quanto emerso nella discussione generale, è infatti quella di coinvolgere le professionalità del servizio sanitario regionale nei processi di riforma in materia di tutela della salute, attraverso un'organismo tecnico consultivo della Giunta e del Consiglio. 
Il capogruppo del Pd, Michele Mazzarano, ha sottolineato come "il consiglio sanitario regionale apre uno spazio, finora inesistente, di confronto e partecipazione delle professioni sanitarie alle decisioni in materia di politiche della salute. Si dà finalmente voce a chi, sempre in prima linea, opera per la salute dei cittadini, lontano da dibattiti e riflettori. Nel consiglio sanitario regionale, che offre una rappresentanza ampia, si dà la possibilità - ha aggiunto - alle professioni sanitarie di esprimersi ed essere ascoltate, presentare istanze per migliorare e orientare le scelte in un campo che spesso soffre di dirigismo. In un mondo attraversato da tendenze corporative, la nascita di questo organismo può costituire linfa vitale nel processo di individuazione delle scelte strategiche e di costruzione delle decisioni. La dimostrazione ulteriore della forza del provvedimento legislativo approvato oggi - ha concluso - è rappresentata dall'unanimità che esso ha ottenuto sia in III commissione che in aula e il consenso partecipato espresso da tutte le forze politiche del Consiglio regionale".
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