I bitcoin non fanno più paura a Microsoft e non è un ripensamento

16 marzo 2016 ore 11:39, Luca Lippi
Nella giornata di ieri, chissà perché, si è sparsa la notizia che Microsoft avrebbe deciso di rifiutare d’ora in avanti i pagamenti in bitcoin, la moneta elettronica fondata nel 2009.
Nonostante Microsoft abbia fatto sapere che bitcoin continuerà ad essere accettata, il servizio non sta attraversando un buon momento. Dopo essere stato lanciato nel 2009 facendo registrare un ottimo esordio, la valuta elettronica – che non risponde alle tradizionali regole del mercato finanziario e il suo valore si basa sulla fiducia degli investitori – non è riuscita a catturare gli utenti Windows e attualmente non viene molto utilizzata.
La moneta di Microsoft è stata spesso oggetto di critiche per la sua mancata tracciabilità che spesso l’ha vista protagonista in attività illecite di riciclaggio di denaro. Si è persino ipotizzato che l’Isis utilizzi proprio i bitcoin per spostare i suoi fondi.

I bitcoin non fanno più paura a Microsoft e non è un ripensamento
A parte le legende metropolitane sull’uso e su chi usa il bitcoin, e soprattutto come. Microsoft ha prontamente risposto, smentendo la notizia:“Continuiamo a supportare l’utilizzo di Bitcoin per gli account Microsoft dei nostri utenti, permettendogli così di utilizzare anche questo metodo di pagamento per gli store Windows e Xbox. Stiamo provvedendo a corregge l’informazione che è stata erroneamente pubblicata sul sito Microsoft. Ci scusiamo per l’informazione non corretta.
Secondo le voci di ieri mattina, la valuta non sarebbe stata più accettata per fare acquisti nei negozi virtuali di Windows, come annunciato nelle Faq del sistema operativo. I soldi già depositati non sarebbero comunque andati persi, ma non sarebbe stato più possibile depositarne altri.
In sostanza però, la pagina di supporto risulta al momento rimossa, formalmente i Bitcoin restano uno strumento di pagamento supportato dal Windows Store, secondo la modalità di acquisto "indiretta" che permette di accrescere il saldo del proprio account Microsoft.
Le dinamiche che hanno portato alla pubblicazione dell'errata informazione non sono ben chiare. Nello specifico, non è dato sapere se la casa di Redmond ha pubblicato informazioni errate nella sostanza o se si è trattato della pubblicazione anticipata di una notizia che verrà comunque formalizzata in futuro. Come si può notare dallo screenshot della pagina di supporto, l'informazione non era per nulla equivoca, né prestava il fianco ad interpretazione errate. 
In assenza di ulteriori indicazioni, per ora Microsoft decide di continuare a supportare la controversa moneta di pagamento, accettata nel Windows Store a partire dalla fine del 2014 (in mercati selezionati). 

autore / Luca Lippi
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